Home > Recensioni > Dear John

Polpettone romantico U.S.A.

Lui, militare in vacanza al suo paese d’origine, sulla costa: prestante ma timido, gentile ma misterioso e con la classica cicatrice a segnargli il sopracciglio. Lei, figlia dell’America bene in vacanza sull’oceano: bionda, educata, colta e impegnata nel sociale. Con un unico terribile difetto, come lei stessa ammette: dire parolacce. Tra i due, John e Savannah, scoppia subito la scintilla, un amore che proseguirà anche quando il ragazzo, complice l’11 settembre, prolungherà la sua carriera militare. Saranno le lettere, vergate a mano su carta bianca, a colmare il vuoto e la distanza, lettere che i due ragazzi, diventando man mano più adulti, continueranno a spedirsi l’un l’altra.

OneLouder

La classica americanata, strappalacrime nelle intenzioni, noiosa per lo più nel risultato. Ecco quindi i valori della patria, del rispetto dei padri, del sacrificio, eccetera eccetera. Fortunatamente, almeno per questo, in Italia non siamo tanto patriottici da lasciarsi coinvolgere a tal punto. E “Dear John” diventa una lunga, noiosissima, attesa del finale. Un finale che non smentisce quanto detto: esagerato, esasperato e soprattutto già visto e rivisto.

Pro

Contro

Scroll To Top