Home > Recensioni > Dietro i candelabri

Correlati

Dentro Wladziu Valentino Liberace

Star del suo tempo, Liberace (ovvero Wladziu Valentino Liberace), con il suo pianoforte, i suoi vestiti sgargianti, la sua verve, era in grado di catturare il pubblico colto dei locali alla moda, ma anche i primi telespettatori degli anni Cinquanta. Ma Liberace aveva un segreto. Un segreto di Pulcinella, lo chiameremmo oggi. Ma è pur vero che, pur di non dichiarare al mondo la propria omosessualità, fingeva di avere storie con starlette di sesso femminile. È così, già in età avanzata, che lo conosce il giovane Scott Thorson, ragazzo cresciuto senza una figura genitoriale forte, che vede in lui tutto: il sesso, l’amore, la famiglia.

Steven Soderbergh segue questa storia a due dall’inizio alla tragica fine, e per dare il volto ai protagonisti sceglie tra il meglio che il cinema di oggi può offrire: Michael Douglas e Matt Damon, finalmente in un ruolo un po’ fuori dai suoi soliti.

OneLouder

Il punto forte di “Dietro i candelabri” è senza dubbio l’interpretazione di Michael Douglas, affiancato splendidamente da Damon. In sé, però, sebbene vada a fondo nella psicologia dei personaggi, il film non riesce a liberarsi da una patina da fiction tv. Detto questo, Liberace, la sua musica e le sue trovate fanno sorridere e fanno emozionare, e il film riesce anche a essere un bello spaccato sociologico di quegli anni. E quindi a non passare inosservato.

Pro

Contro

Scroll To Top