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Effetto Truffaut

Una pellicola su un film da girare.
Un po’ come le pagine pirandelliane su quei sei personaggi in cerca del proprio ruolo nello svolgere della storia.
Sono in corso le prove del film “Vi presento Pamela” presso gli studi ‘La Victorine’ di Nizza. La giovane inglese, protagonista della storia, si innamora del suocero. Una fuga d’amore porta al delitto, il figlio tradito ucciderà il padre. Numerose le difficoltà sul set, dall’esaurimento dell’attrice protagonista, alle pene d’amore di Alphonse (il figlio tradito), fino alla morte di Alexander (il suocero). A causa di questi inconvenienti il film dovrà subire delle modifiche.
E l’opera si baserà molto sulle vicende personali degli attori. Truffaut non vuole come risultato una metodica preparazione di un film, piuttosto di un suo film. Non richiede perfezione ai personaggi, ma umanità.
Il ritmo accompagna le scene portando con sé umori e caratterizzazioni. Gli attori son così perché è questo che il ritmo richiede, non il contrario. Una lettura veloce, ma non superficiale. Un andamento svelto, ma non stancante. Una corsa su un paesaggio bellissimo, ecco cosa potrebbe metaforizzare la pellicola. La corsa è la visione del pubblico, il paesaggio è il cinema di un uomo che sa avvicinarsi alla perfezione senza mai far prevalere la tecnica, tenendo sempre viva l’infuocante passione per un amore senza fine.
Un oscar e tre nomination hanno ufficializzato la grandezza di un regista e della sua opera, forse la migliore.
Effetto notte, perché si vuole svelare ogni finzione, si vuole illuminare la notte e oscurare il giorno. Un quaderno d’appunti per un apprendista regista, una conferma per i critici, una perfetta analisi dell’opera per gli esteti, per il pubblico semplicemente un capolavoro.

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