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Blomkamp passa all’azione

Dopo il sorprendente esordio con “District 9″, Neill Blomkamp torna dietro la cinepresa con l’ennesimo mondo distopico ideato e scritto di suo pugno, ma con un budget più consono alle sue visioni futuristiche.

In una Los Angeles che, come l’intero pianeta terra, ormai ospita solo i più poveri, l’ex galeotto ora redentosi Max (Matt Damon) si trova improvvisamente di fronte a una scelta: tornare sulla cattiva strada e avere una chance per arrivare su Elysium, la stazione spaziale sospesa sopra la terra, rifugio delle classi più agiate.

Max diventerà la spina nel fianco di Delacourt (Jodie Foster): il potente addetto alla difesa di Elysium è pronta a utilizzare metodi poco ortodossi, sguinzagliando il crudele mercenario Kruger (Sharito Copley) a difesa dei suoi confini e dei suoi intrighi.

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Blomkamp è stato di parola. Disse che il suo secondo lungometraggio sarebbe stato un film d’azione dalla storia semplice, distante dalla complessità ideologica del primo. “Elysium” è proprio questo.
Un film d’azione in cui la creatività è riposta nel come raccontare visivamente la storia di un uomo diviso tra affermazione e redenzione, oppresso dall’ingiustizia sociale di un mondo che delinea platealmente la distanza tra elite e ultimi. Matt Damon incarna la semplicità di Max, ma ancora una volta è Sharito Copley a sfruttare la complessità di un Kruger crudele per diletto.

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