Home > Recensioni > End Of Watch – Tolleranza Zero
  • End Of Watch – Tolleranza Zero

    Diretto da David Ayer

    Data di uscita: 22-11-2012

    vai alla scheda del film

    Loudvision:
    Lettori:

L’amicizia di due poliziotti

La scelta stilistica di David Ayer è di girare gran parte del film con camera a mano fingendo che le immagini siano riprese direttamente dai protagonisti, che hanno microcamere addirittura appese al taschino della camicia. Il film, come il precedente “Training Day”, è crudo a livelli a volte insopportabili.
I nostri protagonisti non sono perfetti, ma sono umani e il loro rapporto è credibile e stretto, tanto che impariamo a voler loro bene. Il lavoro al South Central di Los Angeles è duro, e i poliziotti non sanno mai cosa li aspetta.

Lo spettatore, coinvolto emotivamente dalla storia di Zavala e Taylor, e dalla velocità con cui fatti e immagini gli si parano davanti, è in un continuo stato adrenalinico e capisce presto che le cose finiranno male.

Nonostante questo, “End of Watch” è un film sull’amicizia, tra due persone con storie molto diverse ma con ideali simili, che si intendono al volo, che hanno caratteri che si completano, che sono sempre onesti e in prima linea l’uno per l’altro.

OneLouder

Grandi attori, soprattutto Jake Gyllenhaal, credibile e spontaneo, tanto che è impossibile non immedesimarsi in lui.

I personaggi secondari sono forti e ben delineati: sia la squadra dei gangster messicani che gli altri agenti, a partire da America Ferrera, l’agente Orozco, il più duro di tutta la squadra. Fa coppia con un’altra donna tutta d’un pezzo, l’agente Davis (Cody Horn). Ayer non rappresenta le due come donne in un mondo di uomini, ma solo come due agenti, e il sesso non ha importanza nella loro rappresentazione. Van Hauster (David Harbour) è l’agente che porta brutte notizie e che non ride mai, sta sempre lì a lamentarsi, ma in ogni caso è umano e la sua storia lo rende un personaggio a tutto tondo e quasi simpatico.

Pro

Contro

Scroll To Top