Home > Recensioni > Fahrenheit 451

Scripta volant

Distribuito dalla Universal, il film è destinato al mercato internazionale. Tratto dall’omonimo romanzo di Ray Bradbury, la sceneggiatura è in gran parte la trasposizione dei dialoghi scritti. Probabilmente il meno personale dei film di Truffaut, è comunque un evidente richiamo al cinema di Alfred Hitchcock, come ci fanno notare le musiche di Bernard Herrmann.
In una dispotica società del futuro tutti i libri sono fuorilegge. I pompieri hanno il compito di trovarli e bruciarli tutti. Montag, protagonista e capo di una centrale dei pompieri, dopo aver scoperto la sensualità della pagina scritta, combatte invano per distruggere il sistema che vieta la libera lettura. Si rifugerà, infine, in una comunità fatta di uomini-libro, che imparano a memoria le opere scritte per salvarle dalla distruzione, e sperare in un’eredità orale.
Si potrebbe dichiarare il film meno riuscito del regista francese proprio per la mancanza di quell’hic personale che tanto fascinava nelle sue pellicole. Resta, però, una storia coraggiosa, un omaggio alla letteratura, alla libertà, alla lotta contro le censure. E ha dalla sua parte una non marcata dose di antipolitica, e questo fa si che il film si goda come una bella storia. Le lotte, se rimarcate, e senza un briciolo di poesia, stancano!

Scroll To Top