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Di nuovo sulla strada

Il secondo capitolo della trilogia dei road-movies wendersiana è probabilmente il meno riuscito: Wenders sembra indeciso nel premere l’acceleratore sulla componente visionaria che lo contraddistingue come artista, per indirizzarsi su una riflessione storico-sociologica sul passato nazista della Germania che non convince appieno. Tuttavia “Falso Movimento” rimane un road-movie con variazioni: il soggetto è tratto dal romanzo del 1796 di Johann Wolfgang Goethe “Le Esperienze Di Guglielmo Meister”, trasposto nella Germania Ovest degli anni ’70.

Il protagonista Wilhelm è un aspirante scrittore che decide di lasciare la propria cittadina per intraprendere una sorta di viaggio di formazione (infatti il Wilhelm Meister è considerato il primo Bildungsroman) con la scusa di incontrare dei vecchi amici, ma al contrario del suo collega Philipp Winter in “Alice Nelle Città”, alla fine del suo percorso, durante il quale incontrerà anche un ex caporale in un campo di concentramento, avrà imparato ben poco su se stesso: da qui il suo falso movimento.

Ancora una volta Wenders si affida al mondo della pittura come riferimento estetico e visuale, qui sviluppato seguendo i paesaggi ottocenteschi di Caspar David Friedrich.
Curiosamente nel cast ci sono almeno un paio presenze che solitamente ruotano intorno agli altri due grandi registi tedeschi degli anni ’70, Rainer Fassbinder e Werner Herzog: Hanna Schygulla, presenza fissa nel film di Fassbinder, interpreta una compagna di viaggio di Wilhelm, mentre appare tredicenne Natassja Kinski (qui nel suo primo ruolo di attrice, e successivamente protagonista ancora per Wenders di “Paris, Texas”), figlia del mitico Klaus, attore fondamentale per la filmografia di Herzog.

OneLouder

Idee cercasi: Wenders non sembra in “Falso Movimento” essere particolarmente ispirato, e il Guglielmo Meister appare un po’ grottesco come riferimento letterario: pur essendo un film dignitoso, con qualche intuizione riuscita, non risulta incisivo, e, sostanzialmente, lascia abbastanza indifferenti; scosse di emozioni sono abbastanza blande. Ma questi sono “errori” e inflessioni purtroppo tipiche in Wenders: falso movimento è pure il suo!

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Contro

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