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  • Fame – Saranno Famosi

    Diretto da Kevin Tancharoen

    Data di uscita: 09-10-2009

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I’m gonna live forever … ?

Dopo schiere di film che ci hanno raccontato di aspiranti ballerini/cantanti/attori, dopo schiere di reality show e dopo serie tv ambientate in accademie di ballo/canto/recitazione, finalmente si torna alle origini: “Fame”, film datato 1980 diretto da Alan Parker che ha clonato generazioni di giovani abbagliati dal successo, determinati a “pagare con il sudore”, come diceva Lydia Grant, il prezzo del loro sogno.

“Fame” racconta le storie di alcuni selezionatissimi ballerini, cantanti, musicisti, attori e artisti durante i quattro anni trascorsi alla High School of Perfoming Arts di New York, dove viene data loro la possibilità di forgiare il loro talento e raggiungere una gloria vera, che duri ben più di 15 minuti.

Questo remake contemporaneo non è destinato a rimanere negli immaginari collettivi come l’originale, ma si impone sullo schermo con una forza di molto maggiore rispetto ad analoghi prodotti degli ultimi anni.

A dirigere la pellicola c’è Kevin Tancharoen, ballerino e coreografo per pop stars come Britney Spears e Madonna, e al posto di Coco, Bruno, Leroy e Lisa, ci sono Denise, Jenny, Malik e Mario: fanno i modelli, sognano di ballare con Madonna, rappano come Jay-Z e compongono musica elettronica per club alla moda. A recitare ci sono ragazzi sconosciuti al pubblico di Hollywood ma freschi di interpretazioni nei migliori musical di Broadway, a garanzia della spettacolarità dei numeri musicali.

“Fame” torna a quasi 30 anni di distanza adattando l’originale alla contemporaneità: niente più scaldamuscoli, ma magliette Freddy ultima moda!
Questa e la forza del remake, la nuova generazione può identificarsi nella stessa storia che fece sognare la precedente.

Purtroppo data la quantità di persone disposte a tutto purché “si ricordi il loro nome”, “Fame” rischia di rimanere sommerso in un mare di cliché; il film poi corre in fretta, non c’è spazio per l’approfondimento dei personaggi, per le loro storie, per affezionarsi, identificarsi o anche solo per trovare una storia che ci coinvolga.
Il racconto inoltre è diviso in quattro parti, venti minuti per ogni anno di corso e il film rischia, a volte, di risultare solo uno scintillante concerto pop.

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A quasi trenta anni di distanza “Fame” è sempre “Fame”? Forse no, l’assenza dei personaggi che fecero la fortuna del primo si nota. Inoltre qui ogni venti minuti scatta un nuovo anno accademico, quindi in sostanza di anno in anno cambia poco e niente, se non la coreografia di turno. Ma il passato ad MTV del regista e l’esperienza dei ragazzi a Broadway si fanno sentire, e il film è molto più godibile di tutte le altre parodie di “Fame” che Hollywood ci ha propinato negli ultimi anni.

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