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Meltin’ pot d’autore o esercizio di stile?

Seduzione, inganno, tensione e dramma spiccano nel meltin’ pot di nome “Femme Fatale”. Lily (Rebecca Romijn Stamos), ladra spietata e fascinosa, dopo un furto di gioielli al Festival Di Cannes (alcune sequenze sono state girate in occasione di quello vero del 2001 ndr.), scappa con la refurtiva beffando i suoi colleghi di colpo. A riaprire le porte del passato ci penserà involontariamente un paparazzo di nome Nicolas Bardo (Antonio Banderas)…
Ancora una volta De Palma dimostra la sua maestria, mescolando abilmente generi e stili diversi tra loro: dal thriller al noir, passando per l’azione e il dramma sentimentale,il tutto scegliendo una linea temporale a cavallo tra realtà e finzione.

L’ accurata caratterizzazione dei personaggi passa soprattutto attraverso un’attenta e mirata scelta degli abiti da indossare. Il risultato è di successo. Lily, ad esempio, nel suo continuo trasformismo possiede l’eleganza e la seduttività delle “dark ladies” del cinema noir e al tempo stesso la forza e il gelo della Nikita di Luc Besson.
Interessante anche il simbolismo di cui si avvale il regista, l’elemento acqua ad esempio rappresenta con efficacia gli estremi del ciclo narrativo, facilitando lo spettatore nella ricostruzione temporale della vicenda. Come da tradizione, lo stile barocco che contraddistingue il regista, emerge grazie ad un numeroso e differenziato utilizzo di tecniche, giustificate sempre con l’abile retorica di un veterano dell’oratoria cinematografica.

Lieve nota stonata è data dagli interpreti che, nonostante una prova discreta, portano spesso a chiedersi se il “physique du role” richiesto dallo stereotipo dei personaggi sia adeguatamente rappresentato. Il ritmo, inoltre, nell’incedere delle sue due ore, somiglia spesso ad un carro armato, pesante ed inarrestabile, reso tale dalla quantità e complessità di elementi di cui la storia è composta.
In definitiva “Femme Fatale” può senza dubbio essere considerato un film tecnicamente raffinato, ben sceneggiato (dallo stesso De Palma) e discretamente recitato. Resta solo da stabilire se la sua complessità possa farlo annoverare tra i film d’autore o se sia solo un mero esercizio di stile.

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