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Fighting

Dalle piroette ai pugni

Se in “Step Up” scopriva di avere il talento per la danza facendo le pulizie in una scuola di ballo, in “Fighting” Channing Tatum segue pressappoco lo stesso percorso ma in un contesto molto più virile e che meglio si addice a un maschietto tutto muscoli e dallo sguardo tenebroso: da venditore ambulante di prodotti contraffatti diventa picchiatore quotatissimo nel mondo della lotta clandestina della Grande Mela. Combatte per i soldi ma soprattutto per la voglia di vincere e riscattare un passato di dolore e soprusi (la solita infanzia difficile). E ovviamente, tra un combattimento e l’altro il nostro bel giovanotto si innamora di un’attraente cameriera con situazione familiare semi-disastrata.

Opera seconda del fin qui promettente Dito Montiel, che aveva esordito col botto nel 2006 con “Guida Per Riconoscere I Tuoi Santi”, “Fighting” è uscito negli Stati Uniti lo scorso aprile. Dalle voci che circolano sembra che Montiel abbia deluso un po’ tutti i suoi fan della prima ora, e che il film si avvicini più a un rifacimento in salsa violenta di un filmino come “Step Up”. Assicurati sono una colonna sonora funky accattivante, e il suddetto belloccio Channing Tatum, ex modello D&G ormai avviato pienamente verso la carriera cinematografica. Lo vedremo prossimamente anche nel nuovo film di Michael Mann “Nemico Pubblico”, nonché nella sua terza collaborazione con Montiel, per ora in pre-produzione, “The Brotherhood Of the Rose”

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