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  • Fine Pena Mai

    Diretto da Lorenzo Conte, Davide Barletti

    Data di uscita: 29-02-2008

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Quando i colori del Salento si spengono nel sangue

I caratteri bianchi su sfondo nero che ci comunicano il contesto del film – gli attentati del 1992 ai giudici antimafia Falcone e Borsellino – ci scaraventano immediatamente in uno dei capitoli più dolorosi della storia italiana di fine secolo. Sono colori spenti poco contrastati quelle che poi ci mostrano l’arresto di Antonio Perrone, boss della Sacra Corona Unita che fu condannato a 49 anni di carcere, scontati in gran parte in isolamento totale secondo il tanto discusso articolo di legge 41 bis.

Ma, con un flashback, eccoci catapultati nella giovinezza d’oro di Antonio, salentino talmente benestante da avere l’opportunità di studiare un anno a Padova. Il suo sogno, però, è ben altro: diventare l’apostolo dello sballo. E così, sullo sfondo di paesaggi caldi e sotto un cielo sempre bianco-azzurro che richiama il colore degli occhi di Claudio Santamaria, Antonio Perrone inizia il suo percorso nella malavita, inizialmente sbarazzino e, progressivamente, sempre più cupo e sanguinoso. Fino al primo arresto e all’entrata nella Sacra Corono Unita, percorso che la fotografia segue alla perfezione, raggelando mano a mano il cromatismo accesso delle prime sequenze.

Grande pregio di questa doppia regia firmata dalla Fluid Video Crew di Davide Barletti e Lorenzo Conte è però la capacità di unire un realismo di stampo giornalistico a una sensibilità tutta surreale che scava sia nel sogno individuale – è proprio quello, dopotutto, a muovere l’ascesa di Antonio – sia nella ritualità religiosa meridionale. Gli attori, forse troppo belli per essere davvero credibili, completano il quadro, dando alla pellicola un taglio poetico. Efficace: la riflessione sui temi sociali, peraltro molto ben posizionati sul piatto, viene solo in un secondo momento, a film terminato, nell’intimo dello spettatore.

Da non perdere l’edizione home video di Dolmen, piena zeppa di contenuti extra. A parte un lungo backstage, il dvd comprende interviste agli attori, ai due registi, al produttore Amedeo Pagani e ad un illuminante Alberto Iannuzzi, sensibilissimo direttore della fotografia, sicuramente tra gli artefici della buona riuscita del film.

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