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Dalla parte dei folli

In principio era un romanzo di grande successo, anche in Italia, dove “Follia” di Patrick McGrath fu pubblicato da Adelphi. E del 2005, ora in home video per Cecchi Gori, è una trasposizione cinematografica firmata da David McKenzie, il quale torna, dopo “Young Adam” del 2003, a parlare di psicologia nei suoi lati più morbosi. Per chi non avesse letto il romanzo all’epoca della sua uscita, basti sapere che la protagonista, Stella Raphael, è la moglie di uno psichiatra in carriera che si innamora di un paziente, Edgar, ex scultore e reo di aver ucciso la compagna in uno scatto di gelosia.

A rendere sullo schermo le più limacciose acque della psiche umana, ci pensa la notevole interpretazione di Natasha Richardson: moglie (quasi) perfetta, madre (quasi) perfetta, signora di società (quasi) perfetta. Ed è proprio quel “quasi” che la Richardson lascia trapelare dai suoi occhi prima di esplodere nella passione e dare il via ai terribili avvenimenti che costellano la trama fino all’epilogo. Un succedersi di situazioni che non perdono mai credibilità e che McKenzie inanella senza farsi mai morboso, con una grazia davvero rara.

OneLouder

Chi è più folle? Un uomo che uccide la moglie e le tagliuzza il volto per modellarla come un blocco di creta oppure un medico che non comprende il confine tra follia e amore, e gioca coi sentimenti altrui? A questo film la risposta. Anche se, personalmente, avrei più timore del primo.

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