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Il terrorismo in farsa

In un sobborgo di Londa Omar, musulmano devoto, insieme ad altri tre strambi personaggi, tenta di organizzare un attentato in nome della guerra santa contro una città e una nazione a loro parere corrotte e senza fede. Il problema sorge nel momento in cui ognuno si rende conto di non essere provvisto delle minime capacità e conoscenze per mettere in pratica un tale progetto.
“Four Lions” osa fare satira nei confronti dell’argomento forse più scottante della nostra epoca e in una nazione che ne conserva ferite recenti.
Morris ha il grande pregio di spingersi oltre la semplice parodia, delineando con realismo i suoi quattro aspiranti jihadisti, e in particolare il protagonista legato alla sua famiglia e al contempo disposto a qualsiasi sacrificio pur di onorare la causa.

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Il film traghetta senza scosse il risvolto drammatico nell’aria più ironica e ridicola, a volte un po’ facile ma comunque divertente, altre volte più complessa perché fa leva sugli aspetti più insensati del terrorismo, svuotandoli ancor più di senso perché ad esprimerli sono personaggi, in fondo, ridicoli come essere umani più che come terroristi. Concentrandosi però su di loro, più che sull’argomento scottante, il film smorza il suo coraggio e soprattutto raffredda un po’ troppo la materia, non riuscendo a bucare come ci si aspetterebbe.

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