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Il ritorno alla grandezza dei Classici Disney

“Frozen – Il regno di ghiaccio” è il 53° Classico Disney, liberamente ispirato alla fiaba “La regina delle nevi” di Hans Christian Andersen, il che vuol dire che ha in comune soltanto la neve. Nella versione disneyiana le protagoniste sono due principesse sorelle, una delle quali, Elsa, dotata del potere di dominare e generare il ghiaccio. Il suo enorme potere però è difficile da dominare, e quando da bambina ferisce inavvertitamente la sua sorellina Anna, i genitori le impongono di tenere nascosto questo dono pericoloso. Le bugie però hanno le gambe corte. Il giorno del diciottesimo compleanno di Elsa l’ansia e la preoccupazione accumulate in tutta una vita si sfogheranno sul povero rengo di Arendell, condannandolo all’inverno eterno. Anna cercherà di comunicare e capire i tormenti di Elsa, ma non sarà facile come spera.

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Con “Frozen” la Disney fa centro, finalmente. Anche se non brilla in originalità, e i paragoni (stavolta non umilianti) con i grandi Classici degli anni ’90 sono inevitabili, la casa del Topo ha ricostruito il suo legame con il grande pubblico, fornendogli una fiaba/musical in grande grande stile. Il film contiene otto canzoni formidabili nel solco (anche in questo caso poco originale ma di sicuro effetto) dell’umorismo, dell’emozione, e della cantabilità/ballabilità tipiche della maestosità di Broadway.

Pro

Contro

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