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Frozen

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Abbandonati nella notte ghiacciata e selvaggia

Tre universitari (una coppia e l’amico fraterno di lui) restano bloccati su una seggiovia, di notte, in preda al freddo e alla natura selvaggia, sospesi a metri e metri dal suolo, coperto di neve. E il problema è che, prima di cinque giorni, la zona sciistica non riaprirà. Cosa fare? Come sopravvivere al freddo? E cosa corre e ulula tra i boschi?
Adam Green confeziona un signor horror rifacendosi al grado zero del genere. Il basso costo della produzione diventa la sua virtù e così suoni, rapide inquadrature, ma soprattutto ansie e i timori (confessati) dai personaggi diventano le frecce ghiacciate di un’esperienza spaventosa. Rimestando nelle paure ancestrali dell’uomo, punzecchia i nervi scoperti dello spettatore costringendolo a immaginarsi in quella situazione, a sostituirsi ai tre protagonisti, nel loro confronto brutale con la natura selvaggia.

OneLouder

L’abilità di Green si rivela non solo nella gestione claustrofobica dello spazio di una seggiovia ma anche nel transfert terrificante attivato dalla situazione in noi che guardiamo, impotenti. “Frozen” rivela la svolta angosciante che può prendere la vita di chiunque, suggerendo che nessuno è al sicuro: in qualsiasi momento possiamo diventare prede delle nostre debolezze, sopraffatti dal lato selvaggio della realtà che fino a un secondo prima ci illudevamo di dominare.
Antonio Varriale, 7/10

Per quanto sia lodevole l’opera certosina di Adam Green di cucire addosso tensione e terrore enfatizzati da un lucido e asciutto uso della macchina da presa che si sofferma su uno scenario così limitato con soli tre attori, non si riesce ad apprezzare pienamente una pellicola in sostanza poco convincente. È un racconto veloce, scarno che nell’eccessiva essenzialità trova la sua debolezza, esaurendo il proprio dire in momenti thrilling smorzati in poche battute che non sviscerano le dinamiche sostanziali dell’azione. Idee mal gestite che nella ripetitività concettuale diluiscono la tensione ridisegnando personaggi poco caratterizzati. Tutto rimane sospeso nel vuoto dei pensieri in cui si perde l’immedesimazione.
Paola Tarasco, 5/10

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Contro

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