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Los Angeles, dove set e realtà collidono

Considerato il seguito del promettente “Sesso Bugie e Videotape”, questo Full Frontal miscela realtà e finzione come scatole cinesi all’interno di una giornata tipo nella Los Angeles cinematografica. Sette storie di personaggi che non hanno direttamente a che fare l’uno con l’altro si incrociano in un continuo alternarsi tra realtà e finzione, il tutto attraverso set cinematografici che sembrano includersi a vicenda.
Quello che emerge in questi intensi 100 minuti di pellicola è il ritratto impietoso di un mondo descritto per quello che è realmente. Un mondo in cui la celebrazione dell’effimero è radicata in ogni parte della vita quotidiana, un mondo in cui non esiste un confine tra vita privata e set, ma soprattutto un mondo in cui l’incomunicabilità rende tutti più soli e meno capaci di ascoltare le proprie emozioni.
I protagonisti David Duchovny (il celeberrimo agente Moulder di “X-Files”) nei panni di Bill / Gus e Julia Roberts (Catherine / Francesca), come Enrico Colantoni(Arty / Ed) e Blair Underwood (Nicholas / Calvin) hanno tutti in comune il fatto di interpretare contemporaneamente 2 ruoli all’interno del film. Degno di nota è anche il cameo regalato da Brad Pitt e David Fincher nel ruolo di se stessi.
Il film è girato in digitale, questa scelta stilistica va a sostegno della nouvelle vague adottata da Soderbergh. L’efficacia con cui il regista padroneggia queste tecniche è senza dubbio assoluta e l’identità non si verfica tra messaggio e trama, ma tra messaggio e stile narrativo. Uno spaccato di Los Angeles decisamente fuori dal comune è un altro grande passo verso l’esplorazione dell’animo umano.

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