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Ma questo non è mio padre!

“Funeral Party” è una black comedy. Non nel senso di Amy Winehouse che si esibisce a suo modo su di un palco, bensì nel senso tutto anglosassone di uno humor compito che si prende gioco di temi apparentemente drammatici. I gradevoli titoli di testa ben dispongono nei confronti di un film che si propone di divertire e strappare risate distese, senza sfociare nell’eccesso o nella convulsione. Caratteristica, quest’ultima, che ci si potrebbe aspettare nell’obiettivo di ribaltare la dovuta reazione al funerale a cui convengono i protagonisti, e che invece non prende mai piede. Questo permette, da un lato, la graduale ascesa della tensione comica, alimentata da situazioni che continuano a complicarsi piuttosto che sciogliersi nel silezio agognato dai protagonisti, impedendo, dall’altro, il totale abbandono dello spettatore allo sviluppo degli eventi.

È il ritmo della comicità cerebrale quello che manca di più alla narrazione, mentre lo stesso non si può dire dell’ottimo bilanciamento di quella fisica, calibrata al punto da colpire ma non sfociare in un grottesco che avrebbe potuto essere fin troppo insidioso. Questa commedia inglese, per alcuni versi vicina al classico “Quattro Matrimoni E Un Funerale”, mantiene dunque un contegno ben lontano dalla grassa comicità italiana, pur senza perdere l’appeal generato dal weird e dal ridicolo. Probabilmente qualche ammiccamento, un più intenso gioco sui tratti della cultura e della società inglesi o un interprete più graffiante avrebbero potuto accendere al punto giusto una vicenda che vivacchia nella sua discreta e sobria allegria, ma non si infiamma mai del tutto.

Il formato DVD ci regala, oltre a spot e trailer, il cui andamento incalzante rende l’idea di cosa avrebbe potuto essere se…, numerose interviste ai progonisti, tagliate e montate con un ritmo intrigante, un breve making of e le classiche risate da Paperissima.
La carrellata sugli extra si conclude con il corto di “Due E Mezzo Compreso Il Viaggio”, ironico, crudo e a tratti grottesco ritratto di una funerea carovana familiare, in cui la congrega parentale sfoga i propri malumori reciproci. Paradossalmente, in questo caso, è proprio il morto che pensa bene di liberarsi di un’ancora terrena che per lui, ormai, è rimasta soltanto un peso.

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