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Risate insipide

Maxi è lo chef gay di un ristorante chic di Madrid. Asso della nouvelle cuisine, esigente e perfezionista, sogna da sempre di conquistare la stellina assegnata dalle guide Michelin ai migliori ristoranti. Emancipato e disinibito, sembra vivere la propria condizione di omosessuale in assoluta libertà, circondato dall’affetto dei suoi collaboratori, che con lui condividono le giornate al ristorante Xantarella. Fino a che un bel giorno piombano nella sua vita un figlio e una figlia, che apprendiamo essere il frutto di un precendente matrimonio di facciata.

Inizia così “Fuori Menù”, prima pellicola per il grande schermo di Nacho Garcia Veilla, regista televisivo spagnolo noto nel suo paese soprattutto per aver diretto la serie “Médico De Familia” (da cui è stata tratta la nostra “Un Medico In Famiglia”). Potrebbe essere l’avvio di un melodramma, così come di un film comico, e Veilla sceglie giustamente la seconda opzione, per raccontarci la Spagna ai tempi della rivoluzione (omo)sessuale del nuovo millennio.

Il recente rinascimento spagnolo ha però conosciuto pellicole assai migliori. Javier Càmara è uno degli attori più acclamati del momento in Spagna, e giustamente, poiché ha talento e verve comica, ma la sua performance non basta da sola a salvare un film la cui comicità è in fin dei conti abbastanza dozzinale, e in cui la sdrammatizzazione e il politicamente scorretto si alternano, in modo superficiale e banalizzante, a momenti di scadente sentimentalismo. Ad appiattire i contenuti contribuisce poi una regia vistosamente televisiva.

L’idea di scherzare sul tema dell’omosessualità si accompagna un po’ troppo al tono da morale della favola, che mira a far passare l’universale messaggio: siate sempre fedeli a voi stessi, non fingete, fate outing. Con la conseguenza che il tutto sembra fatto apposta per ostentare una disinvoltura verso certe tematiche, che a conti fatti forse non è poi così autentica.

OneLouder

Si sorride a tratti, e in modo alquanto forzato. Ma quello che dà veramente fastidio sono alcune scelte di dubbio gusto in una sceneggiatura che passa in modo schizofrenico dallo sketch stile sit-com alla peggiore soap ospedaliera. Sbadigli a gogo.

Pro

Contro

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