Home > Recensioni > Fury

Correlati

La furia dannosa di chi si copia da solo

Sulla scia del carosello parapsicologico che tanto nutrì gli anni ’70, De Palma decide con “Fury” (“The Fury”) di dire la sua. In verità però, la sua l’aveva già detta abbondantemente con “Carrie – Lo Sguardo di Satana”, film uscito (e ben riuscito) solo due anni prima (1976). Mettiamola così: se “Fury” e “Carrie” fossero due persone invece che due film avrebbero abbastanza cose in comune da essere definiti la cop(p)ia del secolo.

La storia vuole che Gillian (Amy Irving), ragazza dalle incredibili doti extrasensoriali, si affidi volontariamente alla clinica del dottor McKeever. Tale dottore, talent scout di supermenti per la CIA, fino a poco prima aveva avuto tra i suoi pazienti Robin (Andrew Stevens), anch’egli molto dotato, ma soprattutto figlio di Peter (Kirk Douglas), agente della stessa CIA che gli rapì Robin.
Peter decide così di mettersi alla ricerca di suo figlio, rintracciando i suoi ex-colleghi.

Nonostante la sindrome dell’autoplagio, il film gode di un buon ritmo, risulta gradevole, intelligente, ironico e a tratti quasi brillante. Poi, abbondantemente dopo la metà, la magia si interrompe. La pellicola lascia pieno campo al sangue (nel senso stretto), la trama devia violentemente su un tracciato grottesco, appesantito da effetti speciali talmente malriusciti (per l’epoca si poteva fare decisamente meglio di così) da trasformare quello che doveva essere l’ammazzacaffè di un lauto pasto in un ammazzaebasta.

Nell’insieme il film ne esce a pezzi: non si ha davanti un flop o un film venuto male dall’inizio, ma un’autentica lezione su come rovinare un buon prodotto in meno del 5% della sua durata. Difficile stabilire se la responsabilità sia del regista o di John Farris, autore della novella a cui il film è ispirato, nonché sceneggiatore dello stesso. Come inutile è l’apporto musicale di una firma del calibro di John Williams.

Definizione: un autoplagio malriuscito di Carrie in salsa Tarantino quando ancora Tarantino non esisteva.
Precursore? No, esperimento finito male.

Scroll To Top