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Il “fantasma” di Galileo persiste

Sono trascorse circa 40 primavere dalla prima partecipazione a Venezia, in concorso, di “Galileo”, lavoro di Liliana Cavani. Era il 1968. Questa volta lo troviamo niente meno che nella sezione “Questi fantasmi 2: il cinema italiano ritrovato”. Ed è proprio un voler ritrovare e riscoprire una pagina inquietante per le elucubrazioni mentali deviate da un credo malsano e fuorviante che si impone a tutti i costi e si insinua in ogni substrato della società, e che si fa irritante per i risultati forzatamente ricondotti ad un ordine superiore, spesso sconosciuto.

“Galileo” è un film la cui produzione ha richiesto notevoli sforzi lavorativi e pressioni psicologiche e sociali, che non lo hanno mai portato all’attenzione dell’opinione pubblica poiché troppo azzardato e imprudente. Indi pur essendo stato in parte prodotto dalla Rai non è stato mai trasmesso e quasi per nulla distribuito. Ma veniamo alla storia. Galileo si trova a Padova dove insegna Fisica all’Università. Qui iniziano a circolare le idee di Giordano Bruno e i principi di Copernico sul sistema solare. Chiamato a Roma per spiegare le sue scoperte viene invitato prima dal cardinale Bellarmino e poi dal Papa stesso a soprassedere su di essi in quanto al limite dell’eresia. Qui vige un sistema balordo in cui la paura incombe, gli uomini si spezzano la schiena a suon di inchini, i dogmi della chiesa vanno pedissequamente osservati. È lo scontro dei diktat religiosi contro la determinazione di mantenere e salvaguardare una mente lucida, aperta nonché fortemente critica nel leggere, studiare ed indagare “il sole e le altre stelle”. L’immagine e le ambientazioni hanno una forte presa sullo spettatore che, rapito dalle parole che tuonano con forza ed intensità, cede alla riflessione quella più intima ed introspettiva.

È un film d’autore di una stringente modernità sia nel tema (fede contrapposta alla scienza) che nel linguaggio adoperato e racconta la tragedia di un uomo che vive in anticipo sui tempi e combatte a volte in modo ingenuo contro un sistema impreparato a comprenderlo.

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