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Chinatown a Parigi

Il secondo lungometraggio di Frédéric Balekdjian, che anche in questa occasione firma la sceneggiatura, non è di quelli che ci fanno rimpiangere la scarsa permeabilità nostrana nei confronti del cinema francese.
Con l’estetica di un film per la TV, “Gamblers” (titolo internazionale di questa produzione francese, che letteralmente significa “giocatori d’azzardo”) presenta una carrellata di personaggi senza spessore, che agiscono secondo stereotipi e non senza un occhio alle aspettative del pubblico: insomma, annoiano.

Parigi, quartiere di Sentier. La vita di Vahé Krikorian (Pascal Elbé) non si può dire che vada per il meglio: il negozio del padre dove lavora sta per chiudere, la fidanzata Lu Ann (Linh Dan Pham) lo ha lasciato, e le sue attività ai margini della legalità, tra gioco d’azzardo e piccole truffe compiute per conto della malavita locale, lo mettono di fronte al proprio fallimento e alle proprie responsabilità. Incapace di badare a se stesso, decide di fare da fratello maggiore a Youen (Teng Fei Xiang), giovane immigrato clandestinamente dalla Cina e che cerca di sottrarsi al potere dell’organizzazione criminale che gli ha pagato il viaggio.

L’unica cosa degna di interesse è un’insolita ambientazione nel mondo parallelo di una delle tante comunità cinesi europee, che solleva il velo su un’integrazione che anche in Francia è assai lontana, come d’altra parte ci hanno mostrato film come il recente “La Classe” di Laurent Cantet o “L’Odio” di Mathieu Kassovitz.





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