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Storie di fantasmi cinesi

Nella tradizione orientale, le persone che sono morte dopo aver trascorso una vita di oppressione e sottomissione tornano spesso a vagare per il mondo come fantasmi, in modo da poter finalmente approfittare di tutte libertà che sono state negate loro durante la vita terrena.

È questo che accade, o almeno sembra accadere, alla timida Ai-ling, giovane taiwanese morta in Germania in circostanze misteriose. La sua amante tedesca Sophie, che non riesce a darsi pace, incontra all’inaugurazione di una mostra dedicata proprio ad Ai-Ling, la misteriosa Mei-li. La ragazza, bella e disinibita ma per molti versi simile ad Ai-Ling, tenta in ogni modo di sedurre Sophie, finendo col riuscirvi.

La storia procede tra atmosfere oniriche e balzi temporali – con dialoghi a volte veramente troppo lenti e notevoli buchi di sceneggiatura – girando di continuo attorno al mistero della morte di Ai-Ling, cui si aggiunge presto quello delle origini di Mei-li. Sophie scopre infatti che la sua nuova fiamma non è ciò che dice di essere: non è una giornalista e non sembra nemmeno che sia mai realmente entrata in Germania…

Il finale è poetico e liberatorio. Ma, se ci si riflette un attimo, la soluzione dei due fantasmi “gemelli” non sta proprio in piedi. Peccato…

Il film è stato proiettato nell’ambito del 23° Festival Mix di Cinema Gaylesbico e Queer Culture di Milano.

OneLouder

Un film pieno di domante, “Ghosted”. Il problema è che non tutte riguardano gli spiriti.
Ad esempio, che cosa c’entra, nell’economia della storia, il test di paternità? E se Mei-Li era in realtà Ai-Ling, che necessità aveva di indagare sulla propria morte? E soprattutto, che divertimento ci trova il vicino paranoide di Sophie a fare la guardia giorno e notte al suo appartamento vuoto? Un sacco di tempo da perdere, evidentemente…

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Contro

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