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  • Giulia Non Esce La Sera

    Diretto da Giuseppe Piccioni

    Data di uscita: 27-02-2009

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Ordinary people

Guido è uno scrittore, con il suo ultimo libro è entrato nella cinquina dei finalisti di un prestigioso premio letterario.
Mentre è alle prese con gli impegni che la candidatura del suo romanzo comporta, e con i personaggi delle sue nuove storie che lo ossessionano come rimorsi, inizia a frequentare una piscina e decide di imparare a nuotare, realizzando così un desiderio che coltivava da tempo. Lì incontra Giulia, una donna molto affascinante con la quale inizia una relazione che da subito rivela delle zone d’ombra. Perché Giulia nasconde un segreto, e un passato misterioso.

Giuseppe Piccioni torna alla regia dopo 5 anni di assenza con un prodotto molto diverso dagli ultimi risultati cinematografici italiani; un film che ha il pregio di essere reale: nelle vicende affrontate, nei temi narrati e soprattutto nei personaggi descritti.

Proprio perché specchio di una realtà quotidiana, le molte storie trattate (che possono anche risultare troppe) e i personaggi presentati possono non piacere; o possono, al contrario, risultarci inutili, irritanti, allucinanti, piatti, così come le possibili persone che ci gravitano intorno nella nostra quotidianità, e come le storie che chiunque di noi può vivere in prima persona, quelle storie che generalmente, almeno in un secondo momento, si fondano proprio sulla quotidianità dell’ordinario. Ognuno di noi si può ritrovare in Guido: intellettuale di professione, come molti oggi, insoddisfatto della sua vita prevedibile e sicura, priva di fatiche.
Guido la vita la osserva, non vi prende parte; non rimane coinvolto neanche da Giulia, una donna misteriosa, granitica e per questo affascinante, e così non riusciamo a rimanere coinvolti del tutto nelle molteplici emozioni che il film ci regala, emozioni molto forti.

Il tutto è ben presentato grazie ad una fotografia nitida e accesa in contrasto con la cupezza dei sentimenti e dei personaggi, grazie ad un cast eccezionale che riesce a rappresentare l’interezza dei tipi della commedia sociale e alle musiche che, più commerciali e pop – rock di una classica colonna sonora piena di archi, si amalgamano alla struttura del film e la supportano pienamente.

Non si va a vedere una storia straordinaria, una passione travolgente, né un delitto misterioso, né una tragedia insanabile.
Qui lo schermo diventa riflesso della nostra realtà, si va al cinema a vedere qualcosa che già conosciamo; possiamo rimanerne delusi, ma potrebbe anche sorprenderci.

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