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Verso la morte

Ogni corpo umano cammina lentamente, ogni giorno, verso la morte e il disfacimento. La carne di Beto (Alberto Trujillo) ha misteriosamente accelerato questo processo e l’uomo è costretto a combattere tutti i giorni contro i segni della decomposizione che si porta addosso: piaghe, odore sempre più insopportabile, difficoltà nel compiere le azioni più semplici. Eppure non c’è rabbia in lui, piuttosto una presa di coscienza, non rassegnata e infinitamente paziente, della propria condizione.

Halley“, passato al Sundance e a Rotterdam, ha aperto la sezione competitiva della 49esima Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro (24 – 30 giugno). Opera prima del videoartista messicano Sebastián Hofmann.

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Lo si potrebbe definire un horror, per come inserisce l’inspiegabile decadimento fisico del protagonista nel tempo e negli spazi quotidiani, ma “Halley” è soprattutto una riflessione condotta senza morbosità sul significato di malattia e sul potere, quasi nullo, che possiamo esercitare sul nostro corpo. Lode all’attore Trujillo, la sua è una prova di resistenza.

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