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La morte nel cuore

Tutti sappiamo che la nostra vita potrebbe finire in qualunque momento. Kostya però lo sa un po’ più degli altri da quando gli è stata diagnosticata una rarissima malformazione cardiaca che potrebbe portare il suo cuore a fermarsi improvvisamente. Ventitré anni, una madre affettuosa e un po’ apprensiva, un padre mai conosciuto, una fidanzata, un lavoro nella metropolitana: la vita di Kostya continua ma l’idea della morte porta in superficie un gelo emotivo che forse era già parte di lui. Tutto si ferma, il significato delle cose scompare.

Nikolay Khomeriki è nato a Mosca nel 1975 e “Heart’s Boomerang“, in concorso all’ultimo Torino Film Festival, è il suo terzo lungometraggio.

Piccola e deliziosa partecipazione di Renata Litvinova nei panni della guaritrice imbrogliona.

OneLouder

Quello di Khomeriki è un cinema delle azioni pure: inquadrature spesso fisse che mettono al centro oggetti semplicissimi, come un tavolo di cucina o i sedili di un treno, attorno ai quali, progressivamente, la tensione cresce e poi continua ad accumularsi, scena dopo scena, perché una soluzione rassicurante al problema non può arrivare. Il bianco e nero della fotografia mostra una realtà semplificata, guardata attraverso lo sguardo nuovo di Kostya, bloccato nell’assurda attesa della fine.

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