Home > Recensioni > Hellboy: The Golden Army
  • Hellboy: The Golden Army

    Diretto da Guillermo del Toro

    Data di uscita: 16-07-2008

    vai alla scheda del film

    Loudvision:
    Lettori:

Del Toro rules, c’erano dubbi?

Dopo la deflagrazione immaginativa de “Il Labirinto Del Fauno”, del Toro non poteva non regalarci un “Hellboy” molto più divertente, divertito e popoloso del primo. Prologo (fantastico): gli uomini e gli elfi si fronteggiano in una apocalittica guerra, gli uomini massacrano gli elfi, il re degli elfi accetta l’offerta di un goblin di costruire un’armata terrificante, concepita per distruggere – e questa volta sono gli uomini ad essere massacrati. Il re, vittima di terribili sensi di colpa, decide di stipulare una tregua con gli avversari, a cui sarà concesso d’ora in poi di vivere alla luce del sole, mentre le creature mitologiche vivranno nelle foreste, ergo nell’ombra. È la corona di re Balor a controllare l’armata, e per questo viene divisa in 3 parti: 2 agli elfi e 1 agli uomini. Il principe Nuada è però furente per la decisione del padre, e decide di partire esule in attesa di una nuova guerra. Guerra che, ai giorni nostri, tenterà di scatenare rientrando in possesso del pezzo della corona affidato agli umani. E qui inizia la parte moderna del film, su cui però c’è poco da dire a livello drammaturgico, i conflitti e gli esiti sono quelli ovvi del cinema di genere, anche se in questo caso sono molte le ombre che restano in agguato, e oscure come queste ombre sono le promesse che vengono fatte.

Dov’è quindi la forza del film? È in tutti gli elementi tecnici (in senso artigianale): nell’impianto visivo ed estetico (stiamo parlando di Guillermo del Toro), in originalità, caratterizzazione e oggettiva simpatia dei personaggi, nei dialoghi spicci e (quasi) mai pedanti, e così via. I nostri supereroi, sebbene corredati da corna, branchie e tutto l’armamentario, sono del tutto congruenti a noi uomini e donne, in fondo, ed eccoli seduti semiubriachi ad ascoltare “”Can’t Smile Without You” di Barry Manilow, cantando a polmoni aperti, come tutti abbiamo fatto.
Intrattenimento puro, pochissimi i difetti – che comunque non noterete, a meno che voi non siate andati a vedere “Hellboy – The Golden Army” perché la sala di “Funny Games” era piena.

Scroll To Top