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Bad Roma

Quando, per una manciata di confezioni di eroina, uno spacciatore e sua madre vengono uccisi, per Nina e Gianni, due ragazzi della Roma bene un po’ urban chic, la vita si complica all’istante. La polizia, capitanata dal commissario Silvestri, trova il ragazzo, innocente, sul luogo del delitto, mentre la fidanzata comincia a essere interrogata, pedinata, nei suoi sospetti spostamenti notturni tra i locali in cui la droga viene fatta circolare. Presentato nel 2010 al Festival di Torino, oggi “Henry“, ultima fatica di Alessandro Piva, arriva nelle sale cinematografiche, portando sul grande schermo le atmosfere del romanzo di Giovanni Mastrangelo e con un cast che comprende Carolina Crescentini, Claudio Gioè e Aurelien Gaya.

«Roma è una città che amo e odio profondamente — ha dichiarato Piva — in questo periodo me ne sono distaccato, da non romano mi sento come tanti altri miei amici: solo nella moltitudine. Roma è specialista in questo perché ti coccola e ti maltratta allo stesso tempo».
E aggiunge: «In “Henry” ho cercato di raccontare una Roma che nel suo pieno centro mostra l’essere borderline di tanta gente. Quindi non le periferie di Tor Bella Monaca o del Tiburtino III° che siamo abituati a vedere in certi film, ma la Roma da cartolina, quella centrale del fiume e del suo principale affluente che è il Muro Torto, animata da tanti personaggi in cerca di qualcosa ma alla fine profondamente soli».

OneLouder

L’atmosfera – un’atmosfera cupa, claustrofobica – non manca in questo avventurarsi nelle notti romane più inquietanti e clandestine, fatte di spaccio di droga, omicidi, scontri fra clan, umanità varia che ha smarrito il senso di umanità. E se anche i temi sono stati affrontati e riaffrontati in decine di film e fiction televisive, l’interpretazione credibile dell’intero cast e una regia attenta a restituire la tensione aiutano “Henry” a non perdersi troppo nel grande calderone dei film di questo genere. Nessuna esagerazione, per un film sobrio e fondamentalmente sincero.
Paolo Valentino

Stavolta Alessandro Piva cambia location, non c’è la sua Bari, c’è la popolosa Roma, dove è facile sentirsi soli, dove c’è un continuo via vai di persone di tutte le razze. “Henry” è un noir ironico, tragico, vero. Ci racconta una Roma che non ti aspetti, fatta di ragazzi poco cresciuti, professionisti tossici, poliziotti che prendono in prestito un po’ di coca, malavitosi e africani che si spartiscono il mercato della droga nella Capitale. Il bene e il male si contrappongono, e a volte si confondono.
Paola Galisai

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