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Ciao mamma, guarda come mi diverto… a spiare!

A due anni da quel fortunato esordio che fu “Ciao America” (1968), De Palma, armato di penna e cinepresa, si cimenta in “Hi, Mom”, seguito ideale del suo film di debutto. Jon Rubin (Robert De Niro), veterano del Vietnam, torna nella natia New York in cerca di un appartamento. Stabilitosi in affitto, decide di intraprendere la carriera di regista di film per adulti.
In cerca di un soggetto decide di piazzare la sua cinepresa davanti alla finestra, riprendendo così le diverse routine dei suoi dirimpettai.
Abbandonerà in seguito il progetto per tentare la via della recitazione, la quale lo condurrà – inconsapevolmente – in un gruppo attivista di radicali afroamericani. La degenerazione sarà esplosiva.

Affossata da un urbanesimo selvaggio, la cinica New York anni Settanta è la tela per il graffiante pennello del regista. Tra i punti di forza del film ci sono senz’altro le tematiche “scomode” (dalla lotta per i diritti dei neri ai metodi contraccettivi), raccontate in modo provocatoriamente ruvido e all’interno di un contesto storico già pieno di attriti. È in questo senso che De Palma mostra il coraggio e la personalità, tipici del suo cinema.

D’altra parte, però, molte cose lasciano perplessi. Nel corso della sceneggiatura il baricentro si sposta sempre più verso la denuncia sociale – senza dubbio legittima – ma lasciando indietro una storia che, privata della sua apparente e iniziale autonomia, diventa nulla più di un trascurabile contorno. Anche dialoghi e montaggio non sono sempre convincenti. Il taglio delle scene è troppo spesso brusco, mentre i dialoghi non raggiungono mai una soglia appetibile di interesse.

Impossibile non citare anche gli echi hitchcockiani e tipicamente voyeuristici che permeano, come questa, molte delle opere del regista. Impossibile anche non trovare somiglianze con “Omicidio A Luci Rosse” (“Body Double”,1984), dal mondo della cinepornografia alla morbosa attrazione verso le finestre .

Pur non essendo annoverabile tra i classici del regista, resta comunque un ottimo spaccato della società americana di quel periodo e un’interessante porta verso l’universo depalmiano.

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