Home > Recensioni > Hôhokekyo Tonari No Yamada-kun

Semplice e complesso come una famiglia

“Hôhokekyo Tonari No Yamada-kun”, traducibile come “I Miei Vicini Gli Yamada”, è il lungometraggio forse più bizzarro di Isao Takahata e probabilmente anche quello che più condensa la poetica condotta e sviluppata in tutte le opere precedenti. Bizzarro lo è prima di tutto per lo stile grafico scelto: un tratto grezzo, come a matita, unito a campiture irregolari con tenui tonalità pastello. Il tutto è stato poi animato al computer, conciliando disegno e nuove tecnologie, ma soprattutto permettendo momenti altamente spettacolari. Si parte subito con la sequenza iniziale, in cui la piccola Nonoko – la riconosciamo dalla voce – disegna un sole e una luna che andranno a formare il profilo dell’adorata nonna. La fantasia può così davvero sbizzarrirsi e raggiungere l’apice nel racconto del matrimonio, in cui i coniugi Yamada – lui classico lavoratore giapponese con gli occhiali, lei rotonda casalinga disordinata e senza voglia di cucinare – si lanciano su uno slittino lungo le piste della bianca torta nuziale per poi immergersi nel mare in burrasca. Particolarmente riuscito anche il momento in cui nascono i figli, ovviamente trovati all’interno di un cavolo con tanto di cicogne indaffarate a sorvolare il cielo. La tecnica di animazione tocca qui il proprio apice. Ciò non toglie che il resto della pellicola, nonostante l’assenza di virtuosismi, risulti altrettanto godibile, specialmente quando si scopre che la buffa caratterizzazione dei personaggi ha anche un significato preciso. Quando infatti il padre di famiglia decide di affrontare da solo una banda di malviventi di quartiere, rischiando la vita, la sua fisionomia assume tratti realistici, per ritornare “normale” soltanto quando vengono in suo soccorso la moglie e la madre. Insomma è un inno alla famiglia quello di Takahata, intesa come nucleo di affetti in grado di dare un senso all’esistenza e di proteggere dalla violenza del mondo esterno. La genialità – un misto di comicità e tenerezza – dei disegni e delle situazioni rende poi il film un capolavoro assoluto dell’animazione internazionale, il momento più alto della produzione di Takahata.

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