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Il ritorno di Colombo

Cosa sarebbe successo se il giovane ingegner Colombo di “Ratataplan” avesse superato il test di assunzione alla Multinazionale?
Nichetti ce lo svela anni dopo, con il suo ultimo lungometraggio, “Honolulu Baby”, che consacra il ritorno del suo buffo e poetico personaggio.

Colombo torna qui più maturo, meno evanescente e più integrato nella realtà quotidiana, ma conserva innata una visione sempre positiva e giocosa della vita.
In un mondo veloce, moderno e alienante, dove il tempo non basta mai e la comunicazione è ostacolata dall’uso esasperato della lingua inglese, lo stralunato ingegnere, dai pantaloni sempre troppo corti, affronta una nuova esilarante avventura in un desolato paese del Brasile, Malencias.

Qui, in compagnia di uno stravagante francese di nome Cri-Cri, Colombo affronta il divertente assalto e l’esplosione ormonale delle 320 donne che popolano la città.

Realizzato con sofisticati sistemi di edizione digitale, il film di Nichetti offre un’interpretazione ironica e leggera della vita, dei suoi problemi e delle sue contraddizioni.
Pur descrivendo una situazione fantasiosa e estrema, la pellicola mantiene una linea diretta con la realtà, riflessa attraverso lo sguardo sorridente e festoso del regista.

OneLouder

Incredibile come l’inglese, spauracchio dell’italiano medio, abbia contaminato ormai ogni aspetto della nostra vita, in modo spesso esasperante e ridicolo.
Nichetti in questo film descrive in maniera geniale e ironica la battaglia giornaliera di ogni lavoratore con una lingua ostica ma inevitabilmente necessaria, giocando e parodiando l’immagine dell’italiano all’estero, che tutto sommato, nonostante la lingua, se la cava sempre!

Pro

Contro

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