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Lettera d’amore al cinema

Il segreto è nel meccanismo

Parigi, 1931. Hugo Cabret è un orfano che bada al funzionamento degli orologi della stazione ferroviaria. Nascosto tra cunicoli ed ingranaggi, vive di espedienti ed osserva il brulicante viavai dei personaggi che popolano la stazione, fra cui un misterioso signore che gestisce un chiosco di giocattoli. Dal padre orologiaio Hugo ha ereditato lo scopo della sua vita: riparare i meccanismi inceppati. “Sono così tristi perché non possono fare quello che devono fare” – dice – “e anche noi siamo come ingranaggi, ciascuno con il suo scopo e la sua utilità”.

È un bimbo sveglio. il piccolo Cabret. Ma è anche molto solo. Tutto ciò che gli resta del padre sono il robot meccanico che lui stava riparando prima di morire e il ricordo di un film visto insieme nel quale un razzo si conficcava nell’occhio della luna. Hugo è convinto che il robot custodisca un messaggio del padre, ma per farlo funzionare occorre una chiave a forma di cuore. La ricerca lo condurrà in un viaggio meraviglioso alla scoperta delle origini del meccanismo che dà vita ai sogni più belli: il cinema.

OneLouder

Il primo 3D di Martin Scorsese parte come un film d’avventura per bambini per diventare una lettera d’amore al cinema e infine trasformarsi in un’accorata lezione di storia sui padri fondatori della settima arte, George Méliès in primis. Se non è tridimensionalità questa! Scorsese sottolinea la necessità di guardare al futuro con le nuove tecnologie senza perdere di vista l’eredità del passato e realizza un film magico ed emozionante che va ben oltre gli eccellenti risultati tecnici ed artistici ed arriva dritto al cuore di chi ha bisogno dei sogni – e del cinema – per (soprav)vivere.
Fidatevi: “Hugo” farà commuovere il bambino in ogni cinefilo ed accenderà la fantasia del cinefilo in ogni bambino.

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