Home > Recensioni > Hunger Games – La Ragazza di Fuoco

Katniss torna nell’Arena: a poco più di un anno di distanza dal primo “Hunger Games“, la saga cinematografica nata dai romanzi di Suzanne Collins ci riporta con “La Ragazza di Fuoco” nel futuro distopico di Panem e dei suoi dodici Distretti che ogni anno pagano al governo oppressivo di Capitol City un pesante tributo di sangue: ventiquattro ragazzi tra i dodici e i diciotto anni, due per ogni distretto, devono sfidarsi in un reality show estremo massacrandosi a vicenda. Solo uno può vincere i giochi e uscire vivo dall’Arena.

La 74esima edizione degli Hunger Games, raccontata nel primo capitolo portato al cinema da Gary Ross, ha visto il meccanismo incepparsi: Katniss Everdeen (Jennifer Lawrence) e Peeta Mellark (Josh Hutcherson) del dodicesimo distretto, uno dei più poveri e dimenticati, sono riusciti a salvarsi grazie a un atto di astuto coraggio che Capitol non può tollerare. Anche perché gli abitanti di Panem vedono nella giovane Katniss, vera eroina dei giochi, un simbolo di speranza e un’inedità possibilità di salvezza. Intanto i 75esimi Hunger Games si avvicinano…

La scrittura di Suzanne Collins è dinamica, sempre concentrata sull’azione e ricca di dettagli visivi (le fiamme, l’Arena, i mockingjays) che sullo schermo cinematografico trovano la loro espressione più semplice, diretta e spettacolare.

“La Ragazza di Fuoco”, oggi in anteprima al Festival di Roma, parte veloce e mantiene costante la tensione fino all’epilogo (provvisorio, in attesa dell’ultimo capitolo), lasciando che gli argomenti importanti toccati dalla storia — la rivoluzione contro la dittatura, il valore dei simboli, la spettacolarizzazione delle emozioni umane e della morte — facciano il loro lavoro tra le righe di un racconto che è innanzitutto un’avventura emozionante.

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