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Fame di giustizia

Nel 1981 il pimo ministro britannico Margaret Thatcher abolisce lo statuto speciale di prigioniero politico e considera ogni carcerato della resistenza irlandese come criminale comune. Nella prigione di Maze nell’Irlanda del Nord, i detenuti appartenenti all’IRA danno il via prima allo sciopero “della coperta” e poi a quello dell’igiene a cui segue una dura repressione da parte della polizia carceraria. Il primo marzo dello stesso anno, il leader del movimento Bobby Sands decreta l’inizio di uno sciopero della fame che lo condurrà alla morte, insieme a nove compagni, all’età di 27 anni.
Il martirio di Bobby Sands e dei suoi compani di lotta va al di là di ogni ideale politico ma si basa sul principio della propria esistenza come uomini anche attraverso il sacrificio estremo.

OneLouder

Il corpo di Micheal Fassbender è a servizio di Steve McQueen che racconta, attraverso ogni ferita fisica ed emotiva del suo (ormai) attore feticcio, una storia di ingiustizia e di ricerca della giustizia Un corpo martoriato e maltrattato che trasmette senza filtro la dignità dell’uomo e la potenza del leader Bobby Sands. Nella prigione di Maze dove ogni diritto è negato, è la libertà sul proprio corpo l’unica rimasta. Steve McQueen è un regista profondamente fisico e trasforma la sua opera in un’esperienza sensoriale quasi disturbante. Un film forte, nella realizzazione, nei toni, nel messaggio.

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