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Tre farabutti alla ricerca del bottino

I dollari della trilogia diventano i veri protagonisti, un bottino seppellito in una tomba, cercato, inseguito per tutto il film. I soldi sono la base di tutto, l’arma più pericolosa, quella che – come sosterrà Morton – ferma anche le pistole.

Fusione di avventura europea (Stevenson), romitismo italiano da commedia dell’arte e spirito on the road, paesaggi ampi del cinema americano, guerre e scene di massa, massacri che iniziano a rivelare – grazie anche a un budget più cospicuo – la predilezione leoniana per l’epos, per le sequenze di grande impatto. Nel suo western girovago i pistoleri diventano tutt’uno coi farabutti e gli approfittatori della nostra commedia. Uno contro l’altro, insieme per brevi tratti solo per interesse, con un gusto del racconto che predilige i ritorni e le scene fisse, come una grande «fiaba per adulti».

Il ruolo di Eastwood è parcellizzato e offuscato dall’interpretazione di un Eli Wallach da antologia, guitto irresistibile, fusione tra il lestofante del western e i pupi siciliani, evocazione bachtiniana divertente e divertita, una sorta di pistolero “trasteverino”.

Il ritmo e il tono sono al tempo stesso più scanzonati e drammatici: da un lato squarci dell’orrore della guerra (di Secessione), dall’altro la totale impermeabilità dei tre protagonisti alla vicenda. La loro unica preoccupazione sono i dollari, che nel film assumono quasi un’aura altra, magica. Il denaro in quella tomba non ha nessun vero valore d’acquisto nell’economia del film (mi si passi il curioso gioco di parole): non è che il macguffin che deve mettere in moto l’azione.

Chiuso dal famoso “triello”, il cui montaggio ha fatto scuola ed è stato analizzato nelle università americane, “Il Buono, Il Brutto, Il Cattivo” rappresenta la massima estremizzazione del “gioco” leoniano. Gli schemi del western vengono fatti esplodere come il ponte di Legstone, ibridati con la commedia on the road; i caratteri monolitici dei pistoleri innestati con la verve caciarona del nostro centro-sud. A trionfare alla fine è il gusto stesso del racconto, la piacevolezza dell’intrigo e della storia, che conserva in sé il valore ancestrale dei racconti scambiati intorno al fuoco…

OneLouder

Immaginate tre filibustieri che si inseguono e se le danno di santa ragione, si fregano a vicenda per accaparrarsi un bottino dell’entità di un sei all’enalotto. E quando ci sono in mezzo una montagna di dollari… l’amicizia e la fedeltà sono meri accessori!

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Contro

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