Home > Recensioni > Il Cavaliere Oscuro
  • Il Cavaliere Oscuro

    Diretto da Christopher Nolan

    Data di uscita: 23-07-2008

    vai alla scheda del film

    Loudvision:
    Lettori:

Un Cavaliere sempre più Oscuro

C’è una scena ne “Il Cavaliere Oscuro” in cui il Joker fa irruzione nell’attico di Bruce Wayne nel corso di una festa. Questa scena è la prima a vedere insieme il Joker/Heath Ledger e il maggiordomo Alfred/Micheal Caine e proprio Caine racconta a The Melbourne Herald Sun che la performance di Ledger, che lui non aveva ancora visto in azione, lo spaventò al punto che dimenticò le battute. La misura della distanza tra il Joker di Jack Nicholson nel “Batman” burtoniano del 1989 e l’interpretazione di Heath Ledger è pietra angolare della cifra stilistica impressa da Cristopher Nolan al secondo capitolo della sua personale trilogia sull’uomo pipistrello (“Batman Begins” è uscito nel 2005 e il terzo capitolo è sulla bocca della produzione e degli sceneggiatori).
Per rendere l’idea si potrebbero usare nuovamente le parole di Caine riportate dalla stessa fonte: “Jack era come un clown, benigno ma strano, magari come uno zio assassino. Poteva essere divertente e farti ridere. Heath invece è come uno psicopatico, reale e spaventoso.”

A parte il caso del Joker, l’accostamento con le celebrate opere di Burton rivela altre fondamentali differenze, senza che venga sminuito il valore indiscutibile della pellicola di Nolan, soprattutto se esso viene misurato sulla fedeltà alla natura prima del personaggio di Bob Kane, tradita in modo creativo e discutibile da Joel Schumacher nel 1995 e nel 1997. Nolan riprende il discorso da dove l’aveva lasciato nel precedente “Batman Begins”, con “Villa Wayne” ancora in ri-costruzione e la criminalità organizzata che controlla Gotham City. In città sta crescendo la popolarità di un nuovo poliziotto, capace di attirare persino il consenso dell’eroe mascherato: il procuratore distrettuale Harvey Dent, interpretato da un valido Aaron Eckhart.

Bruce Wayne (Christian Bale) spera di poter lasciare in mano a Dent il compito di ripulire la città per poter svestire i panni di Batman e riconquistare Rachel (Maggie Gyllenhall a sostituire Katie Holmes), guarda caso coinvolta in un rapporto proprio con Dent. A sconvolgere tutto ci penserà il Joker, calando una coltre di terrore e follia tale su Gotham City che Batman si vedrà costretto a intervenire accanto alle forze guidate dal Tenente James Gordon (Gary Oldman riconfermato).

Il film è lungo (152 minuti), movimentato fino alla frenesia, magistralmente girato e montato, spettacolare sotto tutti gli aspetti come si conviene ad una super produzione attuale (vedi la gioia visiva di “Hellboy II: The Golden Army”), riuscendo però a mantenersi costantemente sollevato dalla media dei blockbuster fumettistici con picchi notevoli generati in gran parte dal lavoro di Ledger e di Nolan. Di quest’ultimo la scelta di espandere i confini dell’uomo pipistrello dotandolo di nuove caratteristiche tecniche, trasformandolo nella forma definitiva del Cavaliere Oscuro, calato in una Gotham iperrealista, enorme, meno teatrale di quella di Burton, ma affascinante come un gigante d’acciaio e ombre.
Del primo, dello scomparso Heath Ledger, non possiamo che decretare il successo assoluto nel ruolo di polo anarchico, opposto a Batman nell’essenza e a Dent nell’azione, capace di rubare la scena a chiunque e di regalare al pubblico un Joker indimenticabile.

Scroll To Top