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Alle prese con le crisi coniugali

Tre anni fa l’annuncio di Luca Zingaretti: “Non farò più Montalbano”. Le sorti della fiction più seguita d’Italia, amatissima anche in Australia e in Svezia, capace di catturare quasi nove milioni di telespettatori con un solo episodio, erano incerte. E mentre Camilleri continuava a pubblicare un successo dopo l’altro, rinnovando il genere giallo in un immaginario mediterraneo, siciliano, con una contaminazione anche a livello linguistico, il tam-tam della produzione televisiva si chiedeva se fosse mai possibile immaginare un Montalbano diverso da Zingaretti. Ovviamente no. “Montalbano è Zingaretti”, come afferma Alberto Sironi, regista di tutti i quattordici film tv trasmessi con infinite repliche – cosa abbastanza singolare, è capitato che le repliche facessero più audience delle prime messe in onda – e dei prossimi quattro episodi in onda da domenica 2 Novembre: “La Vampa D’Agosto”, “Le Ali Della Sfinge”, “La Pista Di Sabbia” e “La Luna Di Carta”.

Insomma, per la gioia di tutte le ammiratrici che lo trovano sexy, Zingaretti ha fatto marcia indietro, con tanto di mea culpa: “Ho sbagliato, ma uno che sbaglia poi deve avere anche il coraggio e l’umiltà di riconoscerlo. Se sono tornato a interpretare il commissario Montalbano è perché avevo nostalgia del personaggio, che è diventato come un vecchio amico che si va a trovare una volta all’anno in piccolo paese della Sicilia, e poi avevo nostalgia della mia seconda famiglia, la troupe, del capraio che ci porta il formaggio alle dieci del mattino, del ristorante che apre solo per noi nonostante la chiusura invernale…” .

Perché Montalbano è uno stato dell’anima, se c’è una chiave del suo successo, questa è la Sicilia: l’inquadratura della veranda della casa del commissario, un tavolo con due sedie e dietro lo spettacolare palcoscenico di un mare blu intenso, familiare e liberatorio, “notturno” e imperscrutabile, investito da un sole feroce, che rende tutto gattopardescamente troppo bello e troppo sudicio, degradato, ecco questa inquadratura, quelle dei paesi arroccati, dalle architetture ricche e suadenti ma come arse dal sole, sono ormai diventate un’icona, come la Monument Valley per il Western.

Certo, a reggere tutta la baracca dell’audience è il personaggio di Salvo Montalbano, il suo profilo eroico, perché totalmente onesto, un uomo che non scende a compromessi, con un senso della giustizia talmente alto e incorruttibile che spesso arriva a combattere anche al di là della giustizia, e nel primo episodio di questo nuovo ciclo lo vedrete. Ma Montalbano è anche uno di noi, se fosse un eroe, uno troppo “alto” rispetto a noi, non potremmo capirlo, quindi non potremmo identificarci e nemmeno affezionarci. Montalbano è un uomo, e come tale ha i suoi limiti; decisamente divertente e ironico, con quel piacere di vivere che non ritroviamo in nessun altro commissario, ispettore e giù di lì di nessun’ altra serie tv in giro per il mondo.

Nei quattro nuovi film tv, molte saranno le cose che cambieranno. E chissà se gli spettatori cambieranno la loro opinione su questo loro amico immaginario Salvo Montalbano. Perché il Commissario crolla. Proprio lui, che si ritrovava a letto donne bellissime e affascinanti, e le cacciava senza batter ciglio, ora viene sedotto da ben quattro donne, una a puntata. Finalmente, diranno molti. Be’, sì. Nella prima puntata, Montalbano si abbandona ad una giovane ragazza procace e consapevole del proprio carico altamente, e pericolosamente, seduttivo. E fin qui… Il problema è che la giovane è un’assatanata, e si stenta ad accettare la sua recitazione come verosimile, per cui, mentre da una lato abbiamo l’impeccabile Zingaretti, che, non dimentichiamolo, è Montalbano, dall’altro ci sembra di essere in un film del filone sexy degli anni ’70, depurato, ma non del tutto, dal trash. Insomma, la prima donna-tradimento di Montalbano (che è storicamente – e stoicamente – fidanzato con la genovese Livia – ahi, la distanza – ndr) è uno stereotipo. Ma la cosa più grave è che l’assassino si indovina nella prima mezzora, non ha concorrenti. A Domenica l’ingresso della nuova serie nell’arena televisiva. Il pubblico, indomabile, sentenzierà.

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