Home > Recensioni > Il Concerto

Concert de vie

Radu Mihailenu faceva l’assistente di Marco Ferreri a metà anni ’80, ma lo si ricorda soprattutto per “Train De Vie”, deliziosa tragicommedia ebraica del 1998, di cui questo film sembrerebbe una variazione sul tema “(ri)conquista tramite vicissitudini a non finire”. La storia vede il direttore d’orchestra russo Andrei Filippov, famosissimo durante il regime, ma ormai ridotto a uomo delle pulizie al Bolshoi. Deciso a sfruttare un occasione fortuita per affrontare i suoi demoni, cerca di rimettere in sesto la vecchia orchestra, in rovina come lui, in vista di un catartico concerto a Parigi.

OneLouder

Comunismo, bel tempo andato, la passione della gioventù, le pene del presente, l’amicizia, la voglia di riscatto, un po’ di psicologia spiccia, Melanie Laurent, anche se come in Tarantino sarebbe impossibile se non in un altro Tarantino…La Russsia si apre alla Romania, quella caciarona ed ebrea di Mihaileanu, tutta violini, furbizie, mascheramenti, ruberie. Ne esce una visione forzata, macchiettistica, ingenua, ma capace di sentimento (melodramatico), mania, ironia, follia. Tutto costruito con la semplicità di una fiaba…russa ovviamente. Forse Mihaileanu carica roppo, ma il divertimento è assicurato e la disordinatissima ricerca dell’ “armonia perfetta” diventa un equilibrismo piacevole.

Pro

Contro

Scroll To Top