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  • Il Cosmo Sul Comò

    Diretto da Marcello Cesena

    Data di uscita: 19-12-2008

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Il cosmo all’ombra di San Siro

Squadra che vince non si cambia. Con “Il Cosmo Sul Comò” Aldo Giovanni e Giacomo si presentano puntuali all’appuntamento cinematografico natalizio, e portano il loro comico d’autore a gareggiare con i vari cinepanettoni di stagione. Unica importante differenza nella formazione di quest’anno è l’entrata in campo di un nuovo regista. Dopo dieci anni e cinque film in collaborazione con Massimo Venier, il trio comico più gettonato d’Italia si affida alla regia di Marcello Cesena, ex Broncoviz di televisiva memoria e tutt’ora comico di punta nei programmi della Gialappa’s Band, nonché regista di cinema e tv.

Per la prima volta si tratta di un film a episodi. Ma, contrariamente a quanto ci si può aspettare, il trio milanese ha fatto di meglio in passato. Intervallati da siparietti dove il maestro orientale Tzu-Nam (Giovanni) impartisce lezioni e perle di dubbia saggezza ai discepoli Pin (Aldo) e Puck (Giacomo), i quattro cortometraggi si susseguono con stili e linguaggi differenti, accomunati principalmente dal ritratto di manie, vizi e tormentoni dell’italiano medio.

Si comincia con le vacanze intelligenti di “Milano Beach”: i nostri sono alle prese con la partenza d’Agosto, e i vari pacchi, bagagli e suocere da stipare in macchina. Si passa inevitabilmente dal gioco del pallone (location preferita lo stadio San Siro e dintorni), con un occhio di riguardo per i tifosi interisti, e si conclude con lo sfottò della moda delle medicine alternative, quando nell’episodio finale si racconta il comico accanimento di una coppia che non riesce ad avere figli.

Le risate però stentano ad arrivare. Si ridacchia all’inizio (e grazie soprattutto al Giovanni di “Milano Beach”, copia milanese del Furio di Carlo Verdone) ma già al secondo episodio, “L’Autobus Del Peccato”, la noia ci assale. Con “Falsi Prigionieri” e la pinacoteca dei quadri parlanti si torna a sorridere, ma più per le raffinate citazioni, aiutate dalla tecnica digitale e dalla colonna sonora, che richiamano un’atmosfera Hogwartsiana alla Harry Potter.

Stupisce un po’ che proprio Aldo Giovanni e Giacomo non siano riusciti ad esprimere al meglio la loro comicità fatta di gag memorabili con un formato come il film a episodi, che ad esse tanto bene si presta. Tutto sommato l’episodio più riuscito, dove si ride davvero, è proprio “Temperatura Basale”, non a caso strategicamente in chiusura. Onestamente è un po’ poco per un film comico di 100 minuti.

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