Home > Recensioni > Il Curioso Caso Di Benjamin Button
  • Il Curioso Caso Di Benjamin Button

    Diretto da David Fincher

    Data di uscita: 13-02-2009

    vai alla scheda del film

    Loudvision:
    Lettori:

Vivere aspettando l’uragano

Lo sceneggiatore, Eric Roth, è lo stesso di “Forrest Gump”, e si vede.
La vicenda di Benjamin, che la natura ha fornito di un orologio biologico che scorre all’indietro, ne è infatti quasi un controcanto puntuale: la solitudine, l’amore travagliato per la bella Daisy, l’incontro con il Capitano Mike, un rimorchiatore che sostituisce la barca per la pesca dei gamberi e una saggia madre adottiva che consola quel suo bizzarro figlio ricordandogli che non si può mai sapere cosa la vita ha in serbo. Questa volta, però, è subito chiaro che la possibilità di ritrovarsi con un cioccolatino in mano è alquanto remota.
È sparita ogni traccia dell’ottimismo anarchico di Forrest Gump e il senso della catastrofe imminente è presente fin dalla prima inquadratura, quando vediamo Daisy sul letto di morte, a New Orleans, accudita dalla figlia mentre sull’ospedale sta per abbattersi l’uragano Katrina.

La morte è una presenza costante lungo tutto il film: colpisce molti degli anziani amici del piccolo Benjamin – che cresce in un ospizio, circondato da un’umanità allegra ma dolente – e sfiora presto la stessa Daisy.
L’incidente che spezza la carriera di ballerina della ragazza è descritto come il risultato di un insieme di circostanze caotiche e imprevedibili. La furia cieca del caso, insomma, che rovina esistenze, fa nascere già vecchi e decide di salvare, ironicamente, chi viene colpito sette volte da un fulmine.

Tutto sommato, Benjamin non vive un’esistenza molto diversa dagli altri: nasce con l’animo di un bambino, sia pure con le sembianze di un vecchio, e matura col passare degli anni, mentre il suo corpo ringiovanisce.
Quella che sembra all’inizio la sua tragedia – il tempo che scorre ineluttabilmente all’indietro, verso il nulla – non è molto diversa, a estremi invertiti, dal destino di tutti gli altri personaggi.
Che amano, ridono, lavorano, sempre sospesi sul filo del caso, coscienti dell’inevitabilità della fine eppure stoicamente decisi ad ignorarla.
Come il piccolo, testardo colibrì – sostituto della piuma che volteggiava leggera e spensierata sulla testa di Forrest – che vediamo tenersi freneticamente in volo nonostante tutto e nonostante l’uragano in arrivo.

Scroll To Top