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Condannati a ridere

Sacha Baron Cohen torna al cinema con l’ennesimo stereotipo, questa volta puntando dritto sul mondo arabo e cavalcando l’hype di personaggi simpaticissimi come Gheddafi, Saddam e Bin Laden.

“Il Dittatore” è una sequenza di battute tipiche della comicità di Baron Cohen, incentrata su razzismo, antifemminismo e sesso. Il risultato è altalenante, con episodi particolarmente riusciti a cui si alternano trovate che sembrano uscite da un cinepanettone qualsiasi. Per lo meno i giochi di parole sono limitati e il meccanismo non rischierà di incepparsi a causa della traduzione.

Baron Cohen è strepitoso nella mimica facciale e soprattutto nella mimesi culturale: come già accaduto con Ali G e Borat, si trasforma in un arabo e movenze e accento sono perfette, soprattutto in quei rari momenti in cui si scrolla di dosso tutti gli orpelli caricaturali.

OneLouder

“Il Dittatore” è un film dall’umorismo efficace, che potrebbe però scontentare chi non ama la comicità scorreggiona e chi, al contrario, ritiene troppo forte e offensiva la parodia del comico britannico.

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