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Chi non darebbe la propria anima per il rock?

Chi negli anni ’70 non avrebbe venduto la propria anima pur di diventare una rockstar? Solo chi l’avrebbe venduta per diventarla negli anni ’80, direbbe qualcuno. Chi invece è un nostalgico di glam rock e affini probabilmente indugerà.
In tempi ancora lontani da Internet, Home Recording e tutto ciò che oggi permette di creare/registrare/produrre e promuovere la propria musica a bugdet superlimitati, ecco la storia di Winslow Leach (William Finley). Leach è un giovane e talentuoso aspirante musicista, dopo un provino alla Death Records, major del mefistofelico Swan (Paul Williams), gli vengono rubati alcuni dei suoi spartiti. Nei vari tentavi per riappropriarsene si imbatte nella giovane e graziosa Phoenix (Jessica Harper), anch’essa aspirante cantante. Incastrato dalla major, Leach viene condannato per possesso di droga all’ergastolo. Una volta evaso cercherà vendetta: nel farlo, tuttavia, firmerà un patto col diavolo.
Come ogni cult che si rispetti al botteghino fu un flop, ma visto con gli occhi di oggi ci sono semplicemente miriadi di spunti, citazioni e inconsapevoli (al tempo) anticipazioni, che rendono la pellicola un evergreen nel panorama dei musical. Alzi la mano chi vedendo il fantasma non ha pensato almeno un pochino a Marylin Manson…
Il film è un incredibile meltin’ pot di generi letterari e cinematografici, dal Faust al Dorian Gray passando per “Il Fantasma dell’Opera” e “Il Gobbo di Notredame”, in un misto di horror, thriller e musical. Immancabile anche un omaggio al maestro Hitchcock nella scena della doccia tratta dal celeberrimo “Psyco”. Sebbene fosse ancora alle prime armi, il giovane De Palma si fece carico di regia, sceneggiatura e soggetto. Il risutato sono 92 minuti di grande intrattenimento, una sceneggiatura scorrevole e raffinata per un ritmo galoppante e senza cedimenti. Il regista mostra già alcune delle tecniche che lo contraddistingueranno maggiormente, dalla visuale in soggettiva allo split screen. Ottima la scelta di stilizzare alcune scene e ottima anche la colonna sonora cui ha lavorato lo stesso Paul Williams. Un classico tra i musical, un buon thriller e un discreto horror, in un unico film. Cult.

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