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Soffocante nido famigliare

A metà degli anni Settanta nel Michigan la famiglia Lisbon,formata da un padre professore di matematica, da una madre severa e dittatoriale e cinque figlie adolescenti, viene sconvolta da eventi in apparenza inspiegabili ma che hanno un forte risvolto psicologico.
La vita delle ragazze non è poi come sembra, sesso e amore non riescono a compensare il vuoto che riempie la loro casa. La prima a tentare il suicidio è la sorella più piccola, Cecilia, prima si taglia le vene in una vasca da bagno ma viene soccorsa, poi durante una festa si lancia da una finestra e rimane trafitta dalla ringhiera di casa. La tristezza all’interno della casa continua ad aumentare e per i ragazzi del vicinato gli avvenimenti di quella famiglia rimangono un vero mistero.
Sarà il suicidio il filo conduttore della vita e della morte delle sorelle, l’unica via di salvezza per i loro tormenti. Bonnie si impicca, Mary mette la testa nel forno, Therese prende dei sonniferi e Lux si uccide con il gas di scarico della macchina.
Il film è tratto dal libro di Jeffrey Eugenides, che inevitabilmente rende più partecipi i lettori attraverso un’analisi psicologica maggiormente approfondita.

OneLouder

Sofia Coppola elegantemente ci guida nella vita delle cinque sorelle Lisbon, tra gioie d’amore e dolori per i genitori che non riescono a capire. Ebbene, l’unico oscacolo per le bellissime ragazze bionde sembra essere proprio la famiglia, non riescono a vedere un raggio di luce in quel buio di ossessione che le perseguita. Neanche l’amicizia e la comprensione di tutti i ragazzi del vicinato riescono a mandare via dalla loro mente la voglia di liberarsi da quella vita-non-vita. Sicuramente rimane un film forte e drastico sulla situazione adolescenziale, con interessanti simbolismi.

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