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In Israele non c’è pace neanche per i limoni

Dal regista dell’acclamato “La Sposa Siriana”, Eran Riklis, un film che parla della follia del Medio Oriente, che può arrivare a considerare un giardino di limoni come una minaccia alla sicurezza nazionale. Fatto abbastanza inusuale per dei limoni…

“Il Giardino Di Limoni” racconta una storia semplice e assurda, restituendo una foto in negativo delle recriminazioni e diffidenze che si sono stratificate da tremila anni a questa parte nel conflitto tra israeliani e palestinesi.

Salma Zidane, una vedova palestinese che vive in un villaggio della Cisgiordania, scopre che il suo nuovo vicino di casa è il Ministro della Difesa Israeliano. Quando i servizi segreti le intimano, per motivi di sicurezza, di abbattere gli alberi di limoni, che rappresentano la sua unica fonte di sostentamento, nonché le sue radici, Salma fa causa al Ministro, il caso arriva alla stampa e la notizia fa il giro del mondo, divenendo fonte di imbarazzo per il Ministro, tanto più che a prendere le difese di una contadina, previa intervista-scoop, è la sua stessa moglie, Mira.
La battaglia legale di Salma arriva fino alla corte Suprema, grazie all’ impegno di un giovane avvocato scombinato ma di spirito, col quale… nulla: una donna palestinese non è libera di amare; la comunità non glielo permette, e anzi, si sente in diritto di entrare in quelle che per noi sono faccende private.

Il ritmo è serrato, quasi come quello de “L’ Uomo Della Pioggia”, ma senza la retorica da tribunale, e c’è spazio anche per un po’ di humour.

La figura del Ministro rappresenta l’arroganza del potere, per cui è normale calpestare i diritti di una contadina, che tanto non è tutelata e quindi non può difendersi – perché se il giardino di limoni fosse appartenuto ad un pezzo grosso probabilmente il Ministro e i suoi c’avrebbero pensato due volte prima di andare a rompergli le uova nel paniere: la battaglia di Salma diventa quindi una strenua difesa della propria dignità.

Il personaggio di Mira, la moglie del Ministro, è l’unico che cerca di comprendere le ragioni dell’altro, e la tacita solidarietà che si instaura tra le due donne rappresenta l’unico spiraglio di speranza, divenendo l’emblema di una possibile soluzione del conflitto tra israeliani e palestinesi: una questione, certo intricatissima, ma che potrebbe essere risolta più facilmente se solo ci si ascoltasse l’un l’altro.

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