Home > Recensioni > Il Gioiellino

Mortifera provincia

Pesca dalla cronaca recente “Il Gioiellino” di Andrea Molaioli, trasformando la Parmalat e la scandalosa vicenda del suo crac finanziario nella Leda di Amanzio Rastelli (Remo Girone), ingoiata dai debiti e dall’avidità di chi ne tiene le redini.
Un racconto d’ampio respiro che abbraccia un decennio e tocca tre continenti ma ha il suo centro d’azione nel cerchio chiuso della famiglia Rastelli, nell’asfittico ufficio del ragionier Ernesto Botta (Toni Servillo), nella naturalezza meschina e arrogante con cui, tra forbici, colla e pennellate di bianchetto, si inventa la truffa e la rovina.

OneLouder

I fatti sono noti e il film non fa molto di più che mostrare le tragedie nate da una gretta e sconcertante corsa all’accumulo di denaro. Molaioli poi, malgrado il passo elegante, difficilmente concede al proprio sguardo sul mondo e sugli uomini delle reali scosse.
Ci si annoia, quindi? No, perché la provincia italica della Leda diventa uno spazio luttuoso reso astratto dalle note di Teho Teardo, perché gli scoppi d’ira del ragionier Botta non conquistano solo il cuore della giovane Laura. E perché un buon film drammatico e corale non fa mai rimpiangere il prezzo del biglietto.

Pro

Contro

Scroll To Top