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Degrado della sanità pubblica

Arturo, neuropsichiatra infantile, conosce Valentina soprannominata Pippi, una ragazzina affetta da epilessia. Inizia così la storia di questo caso clinico, dove l’epilessia non viene vista solo come una malattia ma come unica soluzione ai problemi della giovane: la scarica improvvisa dei neuroni può essere anche autoindotta, per puro e semplice bisogno d’amore.
Nel reparto ospedaliero assistiamo all’inadeguatezza delle strutture d’assistenza, all’interno tutto va avanti grazie al senso del dovere di pochi.

Arturo non è il classico “strizza cervelli”, lui vuole trovare la ragione profonda nelle cose, non si avvale della tecnica in quanto annulla le sensazioni e le emozioni ma usa una teoria antipsichiatrica in cui c’è incontro, dialogo tra medico e paziente.

Pippi invece, che non trovava le sue radici nella famiglia vera, viene accolta con affetto nell’ospedale e dedica tutte le sue attenzioni a Marinella, una bambina cerebrolesa.
I fumetti di Schulz diventano simbolo della speranza e della salvezza.
Troviamo vicini due personaggi soli, separati ma uniti, Pippi e Arturo che riescono a guarire la loro solitudine lottando insieme.

Il film è ispirato alla storia del neuropsichiatra Marco Lombardo Radice e al suo saggio “Il Raccoglitore Nella Segale”.

OneLouder

Qualiasi persona nella sua vita ha il desiderio di incontrare una figura come Arturo, stabile eppure speranzosa, che ci tiene ancorati a terra e poi ci munisce di ali per liberarci. La sua passione per il lavoro ne ha rovinato la vita privata e il rapporto con la moglie, eppure Arturro è riuscito a salvare molte altre vite, ecco non saprei come chiamarlo, altruismo non credo sia la parola giusta: sarebbe un diminutivo per chi come Arturo ridona la vita agli altri.

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