Home > Recensioni > Il grande e potente Oz

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Raimi il prestigiatore

Oscar Diggs (interpretato da James Franco, con cui Sam Raimi disse che non voleva aver più a che fare) è un mago di un circo in cerca di affermazione personale. Dopo un prologo in bianco e nero e in formato 4:3, Oz (questo il suo soprannome) arriva nel Regno di Oz. Qui incontra le tre streghe che governano il Paese, Theodora (Mila Kunis), Evanora (Rachel Weisz) e Glinda (Michelle Williams). Il film dovrebbe avere valori morali e essere un divertimento. Ma tutto sembra scontato, dalla scimmia volante alla bambola di porcellana, al pallazzo stile Disney in cui vive Glinda. Bello, invece, il trucco verde (che cita il film del ’39) di Theodora una volta diventata malvagia. La storia ha qualche buco narrativo e di montaggio. L’alternanza di CGI (per i paesaggi) e set veri (per gli interni) può essere irritante. Non è un film per ragazzi: è troppo lungo e troppo didascalico, i bambini piccoli presenti in sala si sono chiaramente rotti le palle: c’era un persistente chiacchiericcio nel cinema, a dimostrarlo.

OneLouder

Dati da non sottovalutare: Sam Raimi e Disney. Insieme. Un qualcosa che può essere pericoloso. Andare a vedere questo film sperando di sognare è traumatico: manca di poesia, non ha personaggi che entrino nel cuore (anzi, sono tutti piuttosto prevedibili), gli effetti speciali sono piatti. Divertenti, però, i rimandi a “L’armata delle tenebre”.
Il grande e potente Oz” ricorda per colori e ambientazione “Alice in Wonderland” di Tim Burton, ma è meno luna park e più statico. Diascalico e prevedibile. La Metro-Goldwyn-Mayer non ha concesso i diritti di immagine del film del 1939. Si guarda il film e si pensa che il prestigiatore bugiardo non sia Franco, ma Raimi, che ci ha acciecato con due trucchi, anche abbastanza cheap.

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Contro

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