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  • Il Matrimonio Di Lorna

    Diretto da Luc Dardenne, Jean-Pierre Dardenne

    Data di uscita: 19-09-2008

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Il riscatto di una vedova nera

Money makes the world go round. Sono I soldi che fanno girare il mondo. Il motore perpetuo che non si inceppa mai, e che determina e allo stesso tempo rivela la natura degli esseri umani e delle relazioni esistenti tra loro. Dopo aver avviato una personale riflessione al riguardo con il film Palma d’Oro 2005 “L’Enfant”, Jean-Pierre e Luc Dardenne tornano sull’argomento con la loro ultima pellicola “Il Matrimonio Di Lorna” (“Le Silence De Lorna”). Lorna è una donna albanese che per ottenere cittadinanza belga e realizzare i suoi sogni nella società capitalistica ha accettato di sposare, ricompensandolo, Claudy, un tossicodipendente. Salvo poi scendere a patti con la criminalità organizzata per uccidere il ragazzo e poter quindi sposare un russo disposto a pagare una grossa cifra pur di avere a sua volta la cittadinanza. In questo gioco di matrimoni bianchi i sentimenti, ovvio, non entrano. Lo sanno bene gli uomini che gravitano attorno all’unico personaggio femminile: Fabio, il tassista malavitoso di Liegi che gestisce il traffico di falsi matrimoni, e Sokol, il compagno albanese di Lorna, che vede in lei il traino per rifarsi una vita, e il cui legame con la donna è in fondo prettamente di comodo. Ma qualcosa va storto e la catena si spezza. Lorna non regge più la colpa del proprio silenzio complice e la menzogna dei legami strumentali di cui è perno. Ecco allora che i soldi si mettono a circolare nel circuito inverso e si fanno segno di una fiducia profonda verso l’essere umano. La stessa fiducia e speranza che sono il marchio di fabbrica dei Dardenne e del loro cinema a sfondo sociale, e che qui si manifestano parallelamente a una riflessione sul rapporto tra vero e falso: le menzogne e la messa in scena di cui Lorna è complice nella prima parte del film si rivolteranno contro di lei dopo la morte di Claudy, quando sceglierà la follia e ben altra menzogna come riscatto ed espiazione.
Le scelte cromatiche della pellicola virano ai colori freddi: i blu, gli azzurri, i neri e i grigi di una città algida, plumbea, specchio di un’intera società disumanizzata. Ad essa fa da contrappunto solo il rosso acceso degli abiti di Lorna, la bellissima attrice kosovara Arta Dobroshi, alla sua prima collaborazione coi Dardenne. Delle caratteristiche stilistiche che hanno reso famosi i due fratelli registi ritroviamo la vocazione documentaristica espressa dalla bella fotografia nitida e realistica che privilegia la luce naturale, e dall’uso della macchina da presa a mano, votato al personaggio e ai suoi gesti, veicolo dei moti interiori. Una novità rispetto al passato è data da una scrittura che qui privilegia più il parlato, e da una struttura del racconto articolata e attenta ai personaggi di contorno. Scelte che si inseriscono in una sceneggiatura di ferro, un meccanismo narrativo perfetto e non privo di passaggi sorprendenti, che ha fruttato al duo belga la Palma d’Oro per la Miglior Sceneggiatura a Cannes 2008.

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