Home > Recensioni > Il Mistero Del Falco

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Cinema noir atto primo

San Francisco. Una donna elegante e spaventata chiede l’aiuto del detective Sam Spade per ritrovare la sorella, fuggita con un uomo pericoloso, un certo Thursby. Quella sera il socio di Spade e Thursby vengono misteriosamente uccisi e Spade finisce coinvolto in un intrigo legato alla ricerca di una statuetta medievale di inestimabile valore, il falcone maltese. Spade dovrà affrontare non solo la polizia, ma anche Joel Cairo e il “grassone” Kasper Gutman, loschi individui alla ricerca del falcone e disposti a tutto pur di impossessarsene. Anche Brigid O’Shaughnessy è in realtà interessata alla statuetta e ben presto rivelerà la sua vera natura, avida e bugiarda.

Esordio di John Huston alla regia, “Il Mistero Del Falco” è considerato il capostipite del noir ed è un film giustamente entrato nella leggenda. Humphrey Bogart incarna alla perfezione il detective duro, ironico e sottilmente malinconico, e i dialoghi conservano lo spirito tagliente e lo stile veloce, asciutto e incisivo della prosa hard-boiled di Hammett. Alla cupa e angosciosa atmosfera generale contribuiscono la claustrofobica ambientazione in interni e la fotografia che crea suggestivi effetti di chiaroscuro. Ma è il senso di corruzione, avidità e pessimismo che pervade il film dall’inizio alla fine e non risparmia nessun personaggio a lasciare senza fiato.

Nel ruolo di Brigid, Mary Astor è la prima della lunga galleria di sfolgoranti dark lady del film noir, ma i contorni del personaggio sono già perfettamente a fuoco. Dissimulando abbandono e fragilità con sapiente calcolo, Brigid fa deliberatamente leva sul proprio fascino per attirare il detective in trappola. L’indagine criminale e l’indagine sulla lealtà della donna vanno di pari passo fino alla scena dell’ultimo confronto. Indimenticabile l’immagine finale della Astor in ascensore, con la porta che si chiude sul suo volto come le sbarre di una prigione, un’immagine ripresa da Stephen Frears nel finale di “Rischiose Abitudini” con Anjelica Huston. Ed emblematica la battuta finale di Spade sul falcone, “fatto della stessa materia di cui sono fatti i sogni”.

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