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  • Il Mondo Dei Replicanti

    Diretto da Jonathan Mostow

    Data di uscita: 08-01-2010

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Scusa, Bruce Willis…

… ma questa volta hai toppato.

“Il Mondo Dei Replicanti”, tratto dalla graphic novel di Robert Venditti e Brett Weldele, è un filmetto di fantascienza che vede te, Bruce Willis, impegnato a risolvere un complesso caso di omicidio. La premessa è semplice e un po’ banale, considerando poi che la distopia dove si svolge il film è vecchia come il cucco: la VSI ha inventato il modo di controllare con il pensiero le macchine, così che la gente si rinchiude nelle case e vive attraverso i propri avatar. Il tutto dà vita a un mondo perfetto, osteggiato da pochi ribelli che voglio sovvertire eccetera eccetera.

Il problema, Bruce Willis, non è tanto la forma: gli effetti speciali sono ottimi, la regia molto scolastica e a tratti confusa ma tutto sommato sufficiente, e voi tutti siete bravi e belli. Il problema è la sostanza, Bruce Willis: la fabula è banale e dickiana fino al midollo, le riflessioni sul reale/artificiale declinate in questo modo risalgono agli anni ’60, la polarizzazione (anche visiva) dei due mondi è scontatissima.

Insomma, Bruce Willis, potevate fare di meglio con queste premesse. Per esempio, girare un film di fantascienza che fosse davvero provocante. “Il Mondo Dei Replicanti”, al contrario, è profondamente rassicurante, e questo lo rende un fiasco. Ci dispiace, Bruce Willis, ma non dimenticarti mai una cosa: ti amiamo, Bruce Willis.

OneLouder

Il punto è presto fatto: se si mette in scena una distopia, il potere della tecnologia, reale/virtuale, bla bla, bisogna avere spunti interessanti e che facciano riflettere. “Il Mondo Dei Replicanti” è un giocattolone, ed è chiaro fin da subito che messaggi voglia dare. Per cui lo si guarda, ci si diverte e, usciti dal cinema, non è cambiato nulla nelle nostre vite. La fantascienza non è questo, punto.

Pro

Contro

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