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Il Pasto Nudo

Io, mia moglie e il mio scarafaggio da scrivere…

“Il Pasto Nudo” è un coraggioso tentativo di trasportare sullo schermo l’omonimo – e per molti illeggibile – romanzo di William Burroughs, scrittore maledetto della beat generation, mescolandone la trama con particolari dell’incredibile biografia dell’autore. Per tentare la difficile impresa, in parte fallita, Cronenberg abbandona la sua abitudine di partire da una situazione di apparente normalità e mostrarne la degenerazione e scaraventa subito lo spettatore nella follia più pura.

La trama, se così si può chiamare, non è infatti altro che una lunga allucinazione. Un “flusso di coscienza” – un Joyce sotto LSD – durante il quale il protagonista, dopo aver ucciso la moglie per errore, diventa del tutto incapace di distinguere tra la realtà e i fantasmi generati dalla sua mente. Ossessionato dalle droghe e da una omosessualità repressa a fatica, si muove a tentoni in una sorta di limbo infernale in cui succede di tutto senza che lui ne sembri minimamente turbato.

L’universo dell’”Interzona” creato dalla nevrotica immaginazione dell’uomo, suscita inizialmente notevole interesse per la sua bizzarria. L’entusiasmo, però, rischia di spegnersi presto perché il simbolismo, di per sé originale, è talmente spinto da diventare estenuante. Il risultato è che per un po’ si cerca di districarsi tra i “ma cosa avrà voluto dire?” e poi, stremati, si getta la spugna, rassegnandosi a assistere passivamente alla non-storia e al non-finale del film.

Forse il problema principale – al di là del delirante materiale di partenza – è che il film raggiunge fin troppo bene l’obiettivo di calare lo spettatore nei vaneggiamenti del protagonista, non lasciandogli nessun appiglio a cui aggrapparsi durante le interminabili due ore di visione.

OneLouder

Mostri seduti al bar, orifizi ovunque, alieni dalle corna falliformi, amanti letteralmente “divorati” dalla passione e l’istinto irrefrenabile di giocare di nuovo con tua moglie al Guglielmo Tell dopo che l’hai già ammazzata una volta.
E, per migliorare la faccenda, la tua insopportabile macchina da scrivere che si trasforma di notte in uno scarafaggio gigante, che ti sgrida perché non stai facendo abbastanza bene il tuo lavoro di agente segreto!
Amico mio, forse è il caso che la pianti di usare la polvere insetticida al posto dell’eroina…

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